Giulio Lolli
Giulio Lolli

Bologna, 23 dicembre 2015 -  Il collegio dei giudici presieduto da Michele Leoni ha condannato i quattro finanzieri, due tenenti colonnelli e due marescialli, accusati corruzione e altri reati nell'ambito dello scandalo finanziario Rimini Yacht. Gli ufficiali Massimiliano Parpiglia ed Enzo Digiovanni sono stati condannati, rispettivamente, a 5 e 4 anni di carcere prr corruzione e all'interdizione ai pubblici uffici per 5 anni.

I sottufficiali Luigi Giannetti e Felice Curcio a tre anni. Condannato anche il commercialista Giorgio Baruffa a tre anni e sei mesi per bancarotta, mentre è stato assolto dalla corruzione. Per altri capi di imputazione tutti gli imputati sono stati assolti.
I militari erano accusati di aver ricevuto denaro, cene o regali per ‘addomesticare' una verifica fiscale alla Rimini Yacht, la società di Giulio Lolli poi fallita, al centro di varie vicende giudiziarie. I fatti contestati risalgono al periodo tra l’autunno 2008 e il maggio 2009.

Secondo l’accusa, sotto la direzione di Lolli e dell’ex generale della Gdf Angelo Cardile, i tenenti colonnello Parpiglia e Digiovanni e i marescialli, in concorso anche con il commercialista, per ammorbidire la verifica accettarono la promessa di ricevere tra i 200mila e i 300mila euro e ne ricevettero poi almeno 100mila, più cene in locali di pregio e un orologio Cartier da 7.300 euro, trovato in possesso di Parpiglia.

Per le stesse accuse Lolli, da tempo irreperibile in Libia, ha patteggiato quattro anni e quattro mesi, facendo pervenire una lettera con la confessione di aver pagato i finanzieri. L’ex generale Cardile si uccise durante una perquisizione domiciliare. Al termine di un dibattimento durato quasi quattro anni, il pm Antonella Scandellari aveva chiesto sette anni per Parpiglia, sei per Digiovanni, quattro anni e sei mesi per Giannetti, quattro per Curcio e sei anni per Baruffa, imputato anche di bancarotta.