Bologna, 13 marzo 2018 - Uno sciopero simile c’era già stato a settembre dello scorso anno, alle porte della sessione autunnale di lauree ed esami (non a caso). E anche quest’anno, stavolta durante la sessione estiva, i professori e ricercatori universitari d’Italia vogliano incrociare le braccia e scioperare. Uno sciopero che per ora è soltanto proclamato, e manca dell'autorizzazione ufficiale. Gli studenti però – specialmente quelli che in luglio devono laurearsi, sostenere esami importanti o hanno le scadenze per eventuali richieste di borse di studio – si preoccupano.

Così oggi, durante la riunione del Senato accademico dell’Università di Bologna, hanno chiesto chiaro e tondo al rettore Francesco Ubertini se questo sciopero si farà o no, e nel caso come verranno tutelati gli studenti. Come a settembre, anche questa volta nel mirino è lo sblocco scatti di stipendio (che la nuova legge di bilancio ha soddisfatto solo in parte), ma la protesta stavolta si allarga anche al diritto allo studio (richiesti 80 milioni da destinare al Fondo integrativo statale per le borse di studio) e le risorse per i concorsi per professori ordinari e associati.

E ancora, come a settembre, il rettore ha rassicurato gli studenti, promettendo di tutelarli. Rivelano gli studenti eletti in Senato: «Ci ha rassicurati: come già successo nello scorso sciopero, si cercheranno di garantire gli esami e mantenere le scadenze più impellenti, perché questo sciopero non sia portato avanti a scapito nostro».

C’è poi un’altra novità che esce dal Senato accademico: sono in arrivo forze fresche per i dipartimenti dell’Alma Mater. È stato dato oggi il via libera all’assegnazione dei posti da ricercatore a tempo determinato riconosciuti all’ateneo dal ministero dell’Istruzione nel piano straordinario 2018. I posti sono 75 (Bologna prima in Italia), ma oggi il Senato ha dato parere favorevole a una ripartizione parziale: ai 33 dipartimenti vanno 69 ricercatori, in media due ciascuno, sulla base della qualità delle attività di ricerca valutata a livello nazionale. I 6 posti rimanenti saranno assegnati con un concorso interno. Si tratta del bando finanziato dall’Alma Mater con 27 milioni e destinato ai dipartimenti rimasti esclusi dalla gara degli eccellenti fatta dal ministero nei mesi scorsi. A giugno l’Alma Mater pubblicherà dunque il suo bando interno, col quale riconoscerà un contributo (di un quarto inferiore a quello ministeriale) al massimo a 13 dipartimenti. Oltre alle risorse economiche, saranno distribuiti anche i sei posti da ricercatore. 

Sempre nella seduta di oggi, il Senato accademico ha nominato i dieci componenti docenti che, insieme ai due universitari indicati dal Consiglio degli studenti, costituiscono l’Osservatorio di valutazione della didattica presieduto dal prorettore Enrico Sangiorgi.

f. o.