Sedotta in chat dal truffatore. Brucia 35mila euro in criptovalute

Imprenditrice cinese raggirata da un connazionale di 21 anni organizza una trappola e lo fa arrestare dai carabinieri.

Sedotta in chat dal truffatore. Brucia 35mila euro in criptovalute

Sedotta in chat dal truffatore. Brucia 35mila euro in criptovalute

L’amore virtuale al tempo delle criptovalute. Una signora cinese, imprenditrice di Pieve di Cento, è caduta nella galanteria di un uomo conosciuto in una chat di incontri virtuali ed è stata truffata per 35.000 euro. Tuttavia il truffatore, o un suo complice, dopo un’indagine, è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di San Giovanni in Persiceto. Tutto è successo sabato scorso quando i militari dell’Arma, della sezione operativa di Persiceto, hanno arrestato un 21enne cinese con l’accusa di truffa. L’arresto è l’epilogo di fatti successi lo scorso 23 novembre, quando l’imprenditrice cinese, sulla cinquantina, si è recata dai carabinieri della stazione di Pieve di Cento a denunciare lo spiacevole accaduto. Qui la donna ha riferito agli uomini della Benemerita di essere stata truffata da un uomo conosciuto in un servizio di messaggistica telefonica. ll seduttore, dopo averla persuasa sentimentalmente, l’ha convita ad investire 35.000 euro in criptovalute. Ma non solo, perché ha insistito cercando di convincere l’imprenditrice, evidentemente con possibilità economiche, a a investire altri 50.000 euro.

Tuttavia la 50enne ha intuito di essere stata truffata la prima volta, dopo aver versato 35.000 euro a quest’uomo attraverso un bonifico bancario, senza avere alcun riscontro del suo investimento. Allora ha messo al corrente di quanto stava accadendo i carabinieri. Ma non solo, perché ha riferito ai militari dell’Arma che la nuova somma di denaro chiesta dal suo interlocutore (50.000 euro), l’avrebbe consegnata a mano a una terza persona che le aveva fissato un appuntamento nella mattina di sabato scorso.

L’appuntamento era stato fissato davanti a un centro scommesse di Pieve di Cento. All’incontro, però, oltre all’imprenditrice, sono andati anche i carabinieri. E alla vista dell’uomo incaricato di ritirare la valigetta con i soldi, i militari dell’Arma si sono avvicinati e dopo averlo identificato, nel 21enne cinese domiciliato a Bologna, l’hanno arrestato. Su disposizione della Procura della Repubblica, il giovane cinese arrestato dai carabinieri è stato rimesso in libertà. Tuttavia, il fatto che l’imprenditrice cinese si sia rivolta all’Arma, ha rotto un muro di silenzio, perché solitamente i cinesi compongono una comunità estremamente discreta che risolve i problemi al proprio interno senza rivolgersi ad altri, in questo caso alle forze dell’ordine. Dunque il fatto di presentare denuncia ai carabinieri, vista anche la dinamica della truffa, ha manifestato fiducia nell’Arma.

p. l. t.