Bologna, 11 maggio 2015 - La Digos ha dato esecuzione, su delega della Procura, al provvedimento del Tribunale del Riesame che ha disposto il sequestro preventivo dell'Aula C della Facoltà di Scienze Politiche occupata dall'omonimo collettivo di ispirazione anarchica (VIDEO; FOTO).

La Digos, che si è presentata all'alba, non ha trovato nessuno all'interno dell'aula e dunque non ci sono state nuove denunce. Ma nel fascicolo della Procura sulla 'storica' occupazione (pm Antonello Gustapane e Antonella Scandellari) ci sono già 11 indagati per invasione di edifici.

Dopo il blitz, l'ingresso è stato sigillato con un lucchetto ed è stata affissa la scritta 'locale sottoposto a sequestro dell'autorità giudiziaria' (FOTO). I locali dell'Aula C di Scienze Politiche, in Strada Maggiore, ritenuti occupati da circa 20 anni, sono da tempo al centro di polemiche e delle lamentele di residenti della zona. È di circa un mese fa l'accoglimento da parte del tribunale del Riesame del ricorso della Procura di Bologna sul sequestro preventivo, dopo l'iniziale rigetto del Gip.

Intorno alle 10 di questa mattina alcuni attivisti dell'Aula C arrivati a Scienze politiche, trovando la stampa di fronte allo stabile sequestrato, hanno iniziato ad insultare i giornalisti dando loro degli 'sciacalli'. E' emerso inoltre che alcuni attivisti dell'Aula C hanno partecipato all'occupazione di un ex centro Cesare Ragazzi in via Zago avvenuta sabato 9 maggio.

Non c'è legame tra il sequestro dell'Aula C di Scienze Politiche e alcune polemiche recenti su presunti ritardi nell'esecuzione del provvedimento disposto dal tribunale del Riesame che l'8 aprile aveva accolto il ricorso della Procura. Lo ha spiegato il procuratore aggiunto Valter Giovannini, interpellato sul punto: "Nessuna correlazione. Le esecuzioni di provvedimenti di sequestro delicati hanno i loro tempi tecnici".

"Le decisioni della magistratura si eseguono e tutti le devono rispettare". E' lapidario il commento che arriva dall'Alma Mater sul sequestro dell'aula C di Scienze politiche. E sul lasso di tempo intercorso tra l'adozione e la messa in pratica del provvedimento, il procuratore aggiunto Valter Giovannini ci tiene a precisare che non c'è "alcuna correlazione" tra il sequestro eseguito oggi e le polemiche sui ritardi sollevati nei giorni scorsi. "Le esecuzioni di provvedimenti di sequestro delicati hanno i loro tempi tecnici", si limita ad aggiungere Giovannini.

Intanto, agli occupanti dell'aula C arriva la solidarietà del collettivo Cua, che su Facebook parla di un'operazione condotta da "Procura e Alma Mater a braccetto per reprimere gli spazi autogestiti in Università". Il sequestro dell'aula C, insiste il Cua, "è inconsistente da un punto di vista giuridico e proprio per questo assume ancor di più connotati politici". Così, sostiene il collettivo, si cerca di "cancellare un pezzo di storia, che per 20 anni ha portato creatività e autogestione nella Facoltà di Scienze politiche". E alle 16, una decina di attivisti anarchici si è data appuntamento nel cortile di Scienze politiche per un presidio di protesta.