Bologna, 24 giugno 2020 - Il Comune ha detto sì al contributo promesso al Bologna: investirà 40 milioni di euro nel progetto di restyling del Dall’Ara, che può finalmente approdare in maniera formale a Palazzo d’Accursio. Questione di ore, perchè tra oggi e venerdì l’ad del club Claudio Fenucci si recherà dal sindaco sindaco Virginio Merola per registrare ufficialmente il progetton e dare così il via al percorso legislativo che porterà all’inizio nei lavori, presumibilmente nell’estate del 2022.

Il Bologna aveva sistemato gli ultimi decisivi aspetti della partita trovando l’accordo con il Credito Sportivo per il finanziamento, che si aggirerà intorno ai 50 milioni, e con Fincantieri, nominato partner dei lavori. La palla è poi passata al Comune per l’atto di indirizzo, più che mai fondamentale: perché chiamato a definire il contributo dell’amministrazione. Contribnto determinante per far quadrare il cerchio. Perché Saputo metterà sul piatto circa 20-25 milioni di euro di tasca propria. Ma i costi dell’operazione sono lievitati a 100-110 dopo le verifiche strutturali e antisismiche che hanno comportato la necessità di rivedere il progetto iniziale e la decisione di costruire uno stadio temporaneo che ospiti la squadra di Mihajlovic nei primi 15-18 mesi dei lavori, quando il Dall’Ara sarà inagibile, viste le difficoltà nel farsi ospitare da Ferrara, Modena o Ravenna. I costi sono lievitati dagli iniziali 70 milioni previsti e nel piano economico iniziale Palazzo d’Accursio aveva previsto di partecipare all’operazione investendo 30 milioni.

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La quota salirà, anche se non proprio in maniera proporzionale. Il Comune metterà sul piatto 40 milioni, pagabili in tranche in base all’avanzamento dei lavori. Dichiarerà la pubblica utilità con atto della Giunta e approderà in Consiglio a settembre. A quel punto potrà partire il bando europeo per l’assegnazione dei lavori: i tempi stimati si aggirano intorno ai sei mesi. Ma per arrivare all’inizio dei lavori bisognerà risolvere anche la partita dello stadio temporaneo, al quale l’architetto Gino Zavanella sta già lavorando e del quale il Comune ha già visionato le prime carte. Sarà un impianto da circa 16mila posti, costruito con moduli prefabbricati, parte dei quali presi in affitto. Perché una volta che il Bologna tornerà al Dall’Ara verrà parzialmente smantellato, per mantenere una capienza da circa 3-4mila posti, per manifestazioni sportive di categorie inferiori. Le aree in ballo per il nuovo impianto sono tre: Caab, Borgo Panigale e Fiera. I primi confronti tra il Bologna e Palazzo d’Accursio al riguardo si sono già tenuti. Proseguiranno nelle prossime ore, quando il progetto di restyling approderà formalmente in Comune.
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