Il 4 agosto 1980, due giorni dopo la strage alla stazione che provocò 85 vittime e oltre 200 feriti, all’albergo Mucciatella (a Puianello, in provincia di Reggio Emilia) di Aldo Bellini – padre di Paolo, ora a processo per concorso nell’attentato con gli ex Nar già condannati – non erano presenti solo lo stesso Aldo Bellini e l’allora procuratore capo di Bologna Ugo Sisti, ma anche...

Il 4 agosto 1980, due giorni dopo la strage alla stazione che provocò 85 vittime e oltre 200 feriti, all’albergo Mucciatella (a Puianello, in provincia di Reggio Emilia) di Aldo Bellini – padre di Paolo, ora a processo per concorso nell’attentato con gli ex Nar già condannati – non erano presenti solo lo stesso Aldo Bellini e l’allora procuratore capo di Bologna Ugo Sisti, ma anche una terza persona che però non venne identificata nel corso della perquisizione svolta quel giorno dalla Digos di Reggio Emilia. Un nuovo particolare emerso ieri davanti all’Assise, nell’udienza del processo ai presunti "mandanti e organizzatori" dell’attentato (Licio Gelli, Umberto Ortolani, Mario Tedeschi e Federico Umberto D’Amato, tutti deceduti), durante la testimonianza di Salvatore Bocchino, all’epoca maresciallo di pubblica sicurezza, che partecipò alla perquisizione dell’hotel, in quei giorni chiuso.

Il ‘terzo uomo’, ha spiegato Bocchino, si allontanò a bordo di un’auto, mentre Aldo Bellini e Sisti se ne andarono su un’altra auto. Come ha sottolineato in aula il sostituto procuratore Nicola Proto, Bocchino non aveva mai menzionato la presenza di questa terza persona nelle relazioni e nei verbali stilati negli anni ‘80 sulla perquisizione alla Mucciatella. Il teste però non ha dato una spiegazione chiara del perché di questa omissione. "All’inizio quando il procuratore Sisti si qualificò – così Bocchino – pensai che questa persona fosse il suo autista", ma in realtà nelle relazioni è indicato che Sisti, in rapporti stretti con Aldo Bellini, arrivò in hotel la sera prima accompagnato da un avvocato che gli aveva consigliato di fermarsi lì per "sfuggire dal caldo". Incalzato dalle domande dei Pg e delle parti civili, Bocchino ha dato più volte risposte confuse e contraddittorie, dicendo alla fine di non ricordare perché questa terza persona non venne identificata. Domani si torna in aula per l’ultima udienza prima della pausa estiva.