Sara Rossetti, mamma dopo la malattia
Sara Rossetti, mamma dopo la malattia

Bologna, 10 agosto 2019 - E' nato Federico, il figlio di Sara Rossetti, 30 anni tra pochi giorni, mamma da record. La giovane infermiera è la prima, nel nostro Paese – a quanto risulta agli specialisti del Sant’Orsola – ad aver crioconservato, appena ventenne, parte del tessuto ovarico prima di sottoporsi a chemio e radioterapia per combattere contro un linfoma di Hodgkin e poi a essersi sottoposta al reimpianto e infine anche alla fecondazione extracorporea. Avevamo raccontato la sua storia prima di Natale, quando la gravidanza era appena alla sesta settimana. 

Sara, come è andato il parto?
"È stata un’esperienza bellissima, come i mesi di gestazione. Non ho neppure fatto ricorso all’epidurale e con due ore di travaglio Federico è nato".

È arrivato in anticipo?
"Sì, due settimane prima del previsto. È venuto al mondo la notte del 16 luglio, pesava 2 chili e 915 grammi ed era lungo 47 centimetri. Cresce bene, ora la bilancia segna già 3,2 chili".

Un figlio tanto desiderato: per averlo si è sottoposta a diverse tecniche d’avanguardia che l’hanno resa una mamma da primato. Quali sono ora le sue sensazioni?
"Ancora non ci credo che sia tutto reale, mi incanto a guardare Federico e quando penso che è una parte di me provo un’emozione indescrivibile, un amore immenso. È la cosa più bella che potesse capitarmi e tutti i sacrifici fatti in questi anni ne sono valsi la pena. È davvero un miracolo, se penso a tutto quello che io e il mio compagno abbiamo passato per poterlo avere". 

Dove è nato Federico?
"Al policlinico Umberto I di Roma. Abitiamo nella provincia romana e non ci siamo voluti allontanare troppo da casa. Ma appena potrò, porterò il bambino a Bologna, al Sant’Orsola, per farlo conoscere agli specialisti che hanno permesso la sua nascita: lì mi hanno sottoposto al reimpianto del tessuto ovarico, congelato per quasi dieci anni nella criobanca. E dal momento che la gravidanza non arrivava spontaneamente, poi mi sono rivolta al centro di procreazione assistita". 

È stata coraggiosa, un esempio per tante donne colpite da malattie oncologiche.
"Sì, racconto la mia storia per questo motivo. Certo, sono anche stata fortunata, perché dopo tanta sofferenza la mia vita è cambiata e finalmente è andato tutto bene. Però ho lottato per superare ogni ostacolo". 

Pensa che un giorno avrà un altro figlio?
"Adesso mi godo Federico, ma chissà, in futuro potrebbe anche arrivare una femminuccia".