Bologna, 5 febbraio 2021 - Sono 75.878 gli ultraottantenni nel nostro territorio e da loro partirà la vaccinazione di massa, in particolare dai 10.217 più fragili. Questa fetta della popolazione è da tempo sotto la lente d’ingrandimento dell’Ausl e gli epidemiologi del Dipartimento di sanità pubblica da settimane sono al lavoro per preparare le mappe ’geografiche’ dei residenti nei singoli Comuni per fare i conti con il progressivo arrivo delle dosi e le scorte negli ultra congelatori.

Sotto le Due Torri vivono 35.933 over 80, 39.945 in provincia, così suddivisi: 9.522 nelle Valli del Reno, Lavino e Samoggia, solo a Casalecchio sono 3.727, poi 6.902 nell’Unione Terre di pianura con Molinella, 6.674 nell’Unione dei Comuni Savena, Idice e San Lazzaro, dove ne risiedono 3.067. L’elenco prosegue con i 6.438 nell’Unione Terra d’Acqua, a San Giovanni in Persicento sono 2.364, poi i 5.452 nell’Unione Reno Galliera e i 4.957 nell’Unione Comuni dell’Appennino e Alto Reno Terme.

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Subito una curiosità, quasi la maggioranza di chi ha più di 80 anni risiede in città, mentre il Comune con la minore rappresentanza di tempie grigie, 207, è Castel d’Aiano. "Il 47% degli over 80 risiede a Bologna – osserva Paolo Pandolfi, direttore del Dipartimento di sanità pubblica – e avere questa parte della popolazione in un’area così concentrata per noi è un vantaggio ai fini della campagna vaccinale massiva: puntiamo a procedere rapidamente chiamando le persone in sedi dove si possono effettuare migliaia di vaccini al giorno. Anche se gli anziani certamente non si allontaneranno troppo da casa".

Quindi, a Bologna, oltre alla Fiera e al Rizzoli, nasceranno altre postazioni e le Case della salute passeranno sicuramente al vaglio degli esperti. "Immaginiamo che ci possano essere sedi anche al Navile, al Savena, vicino alla Stazione, solo per fare qualche esempio. Negli altri distretti saranno allestiti uno o più punti, stiamo lavorando insieme ai sindaci che, invece, ci chiedono di aprire un maggior numero di postazioni per venire incontro alle esigenze della popolazione. Sono ipotesi su cui ragionare, anche se la seconda soluzione farà allungare i tempi", ammette Pandolfi.

Intanto, si sa già che i primi a essere protetti con le dosi Pfizer saranno gli oltre 10mila fragili, ossia i malati cronici, oncologici, psichiatrici, chi vive da solo e anche chi è in difficoltà economiche. "Tra di loro sono compresi anche gli over 80 vaccinati a domicilio, non autonomi, che i nostri team hanno già iniziato a trattare da martedì. E adesso, probabilmente dalla metà del mese, allargheremo la profilassi agli altri, persone a rischio che hanno la probabilità di incorrere, nel corso di un anno, a un evento grave che può portarli a un ricovero", precisa l’epidemiologo.

L’Ausl ha fatto delle stime sui tempi: in un mese è in grado di vaccinare tra le 60 e le 65mila persone, quindi oltre 2mila persone al giorno. Ma per gli ultraottantenni è necessario procedere con cautela. "I loro tempi sono diversi da quelli di una persona più giovane, in genere hanno bisogno di un accompagnatore e poi per l’anamnesi con il medico e la richiesta del consenso – sottolinea Pandolfi – potrebbero avere bisogno di alcuni minuti in più. Per questo riteniamo di poterne vaccinare mille al giorno distribuiti su più punti. In poco più di un mese potremmo chiudere questa fase, ma tutto dipende dall’arrivo dei vaccini: solo per gli over 80 ci occorrono 150mila dosi, mentre finora ne abbiamo ricevute poco più di 60mila".

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