Bologna, 25 ottobre 2018 - Dopo Labàs, dentro al Pd si apre anche il fronte Xm24. Il centro sociale di via Fioravanti, la cui convenzione è scaduta a fine 2016, va sgomberato «senza ulteriori proroghe», chiedono i segretari dem dei circoli del Navile in una secca lettera inviata ieri all’assessore Matteo Lepore, al presidente del quartiere Daniele Ara e al capogruppo in Comune, Claudio Mazzanti.

Una presa di posizione netta, che arriva dopo mesi di rinvii e trattative andate a vuoto per trovare un’altra sistemazione agli attivisti. Insomma, un modo inequivocabile per dire che la pazienza in Bolognina è finita. La lettera è firmata da Giulia Bernagozzi (segretaria dell’Unione Pd Navile), Davide Di Noi (circolo Noce-Pescarola), Mario Oliva (Bolognina), Carlo Petrovich (I 100 Passi), Dario Praticò (Trentin-Gandhi), Valeria Ribani (Berlinguer-Moro) e Raffaele Persiano (Nilde Iotti).

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Il caso dell’Xm24 è l’ultimo rimasto da risolvere in città assieme a quello di Crash. Quattro anni fa si contavano tredici occupazioni, tra abitative e ‘sociali’. Ne è passata di acqua sotto i ponti e gli sgomberi hanno ridimensionato la geografia logistica della galassia antagonista. Che, sulla scia di convenzioni con il Comune stipulate sulla base di accordi di non belligeranza, si è andata via via legalizzando. E a oggi l’unico palazzo occupato in città è l’ex banca Etruria di via Don Fiammelli, in zona Corticella, abitata da Crash.

Sull’occupazione pende un decreto di sequestro preventivo, ma al momento ogni idea di sgombero è ‘congelata’. Un freno legato a una trattativa privata tra la proprietà dell’immobile, la Rev-Gestione crediti, e il collettivo. Da quanto emerge, Crash avrebbe proposto alla proprietà di corrispondere un affitto, impegnandosi a restituire lo stabile qualora la società trovasse un compratore. E, allo stesso tempo, il collettivo si occuperebbe della ‘manutenzione’ dell’edificio, garantendo un presidio che eviterebbe che l’ex banca diventi luogo di bivacco.

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Un discorso a parte riguarda invece l’Xm24 di via Fioravanti. Qui, non si può parlare di occupazione perché gli ‘inquilini’ dell’ex mercato, dal 2013 al 2016, hanno gestito lo spazio dato loro in convenzione dal Comune. Tre anni, diventati cinque, durante i quali le feste e le serate nel centro sociale (diventato, dopo gli sgomberi di Aula C e via Zago, anche luogo di ritrovo di anarchici) hanno fatto venire i capelli bianchi agli abitanti della zona. I primi a chiedere all’Amministrazione, da due anni, che lo sfratto venga eseguito. Anche qui, però, i tempi si allungano. Perché quelli dell’Xm24, in caso di sfratto senza ‘ricollocazione’ immediata, hanno promesso la guerra (in subordine, l’occupazione delle ex officine Minganti). Insomma, senza una contropartita, il nodo non si scioglie.