Bologna, 29 luglio 2019 - Sospesi i 126 licenziamenti in via Mattei, a Bologna. I dipendenti de La Perla, in maggioranza donne, tirano un sospiro di sollievo. E il braccio di ferro con il fondo Tennor Holding, che l’aveva acquistata un anno e mezzo fa quando si chiamava Sapinda, viene rinviato a settembre, quando si terrà il prossimo tavolo al ministero dello Sviluppo economico.

Si è concluso così il primo tavolo a Roma, presso la sede del Mise, sullo storico marchio di lingerie, la cui vertenza è diventata un caso nazionale da quando, a inizio luglio, la proprietà ha annunciato l’avvio di una procedura di mobilità per 126 persone, in maggioranza (114) nella divisione Manifacturing.

A Roma, mentre discutevano il management de La Perla, il vice capo di gabinetto del Mise Giorgio Sorial, i sindacati, la Regione e il Comune, le dipendenti de La Perla (scese con quattro pullman e un treno) manifestavano davanti alle porte del ministero. La richiesta con cui sindacati e istituzioni scendevano nella capitale era quella di un ritiro dei licenziamenti: hanno ottenuto un congelamento, che blocca il conteggio dei 75 giorni di tempo per arrivare a un accordo.

Ora si terranno altri incontri in sede aziendale tra La Perla e i sindacati e l’azienda non avvierà altre azioni unilaterali prima del prossimo incontro al Ministero.

La Perla, reazioni. Regione e Comune: "Si apre uno spiraglio". Borgonzoni: "Presto una soluzione definitiva"

La sospensione della procedura di mobilità ad agosto per i dipendenti de La Perla è un primo passo, ma la soluzione definitiva deve arrivare presto per tutelare una realtà produttiva e occupazionale che per il territorio bolognese e per il Paese è da decenni sinonimo di eccellenza e di tradizione". Lo dichiara la senatrice della Lega e sottosegretario al ministero dei Beni e delle attività culturali, Lucia Borgonzoni, al termine del tavolo tecnico nazionale.
"Con oggi abbiamo riavviato un confronto che deve necessariamente avere come risultato il mantenimento di produzione e posti di lavoro perché non possiamo assistere alla dispersione del saper fare di questa storica azienda che nel mondo rappresenta lo stile e la qualità del nostro Made in Italy", aggiunge Borgonzoni.

"La situazione rimane complessa ma almeno si apre uno spiraglio". Così la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Bologna commentano il tavolo su La Perla. Da parte di Regione e Comune, rappresentati al tavolo dagli assessori alle Attività produttive, rispettivamente Palma Costi e Marco Lombardo, "vi sarà il più completo appoggio a qualsiasi attività e iniziativa che garantisca la permanenza della produzione a Bologna- recita il comunicato- e il varo di un piano industriale che possa rilanciare il marchio sui mercati nazionali e internazionali. Richiesta, quella di un piano industriale, avanzata più volte nei giorni scorsi anche dal presidente Stefano Bonaccini e dalla stessa Costi ai vertici aziendali".

Intanto, il fatto che la proprietà abbia accettato la sospensione dei licenziamento "è un primo segnale positivo di apertura al dialogo", dichiarano Costi e Lombardo: "Nessuna azione unilaterale verrà intrapresa dall'azienda prima della nuova convocazione del tavolo presso il ministero dello Sviluppo economico per la prima metà di settembre. Un primo riconoscimento alle giuste richieste delle lavoratrici".

La Regione ed il Comune, assicurano i due assessori, "continueranno a fare la loro parte per salvaguardare il sito produttivo di Bologna ed i posti di lavoro".