"Ponti di pace": gli incontri di Sant'Egidio a Bologna
"Ponti di pace": gli incontri di Sant'Egidio a Bologna

Bologna, 15 ottobre 2018 - Siamo tutti immersi nella globalizzazione ma non riusciamo a decifrarla. E' un termine che viene utilizzato con opposti significati. Occorrono strumenti per dargli una fisionomia più chiara. All’incontro internazionale di Sant'Egidio, in corso a Bologna, si è potuto conoscere il punto di vista sul tema, da scenari diversi eppure connessi, come l'Europa, l'America Latina e l'Africa, per cogliere il rapporto tra le diseguaglianze generate nel mondo globalizzato, percorso da intolleranza e razzismo e da una preoccupante crisi ambientale. Sono fenomeni in rapporto tra di loro, come i confronti che animano 'Ponti di pace'.

Al momento, secondo Jean Mbarga, arcivescovo di Yaoundé, in Camerun, “la globalizzazione porta il dominio economico e culturale del pensiero unico rappresentato attualmente dal profitto sui Paesi poveri. Occorre rispettare le culture delle nazioni e dei popoli con la cooperazione favorendo la globalizzazione dell'amore e impedendo che tanti giovani africani emigrino per cercare una vita migliore nei paesi ricchi dominanti. Questo avviene anche perché sono espulsi dall’agricoltura per effetto dell'accaparramento delle terre”.

Già, lo sfruttamento, che taglia il ramo sul quale tutti siamo seduti, e che genera lo spostamento di tanta gente. “Nel 2050 – osserva Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone - ci saranno più profughi a motivo dell'ambiente che a causa delle guerre. Se l'Ebola è arrivato a Conakry è per la desertificazione, in Siria si muore per l'acqua inquinata. Siamo troppo poco preoccupati dell'inquinamento. Si continua ad investire sul carbone, in costruzione 1.200 centrali. L'80 % dei rifiuti del Mediterraneo è plastica”. Per Spreafico occorre “educare al valore della biodiversità”.

“Dal 1° agosto la terra è in rosso – sottolinea  Graziano Delrio - Abbiamo esaurito le risorse prodotte quest'anno dalla terra. Se non interveniamo, le sue risorse finiranno il 1° luglio del 2030. Da amministratore quale sono – spiega il capogruppo del Pd alla Camera - ritengo che nelle città si giochi la sfida decisiva per uno sviluppo sostenibile e che, nel tempo della insicurezza, bisogna assicurare alle nostre comunità coesione sociale”. Accanto alla politica, per Delrio un attore decisivo chiamato ad assumere le proprie responsabilità è la finanza: “Politica e finanza etica devono stringere un’alleanza per evitare che la voce dei poveri sia totalmente schiacciata: è evidente, come ha messo in luce Papa Francesco, che sfida ambientale e povertà vanno insieme”.

Su questo punto anche la voce di un compagnia petrolifera. Il responsabile della Total, Bertrand Deroubaix, ha parlato di responsabilità di impresa verso l'ambiente e lo sviluppo dei Paesi, con particolare attenzione all’occupazione giovanile in Africa. Anche le banche devono agire. Mauro Bombacigno, responsabile del gruppo Bnl-Bnp Paribas per l’Italia, ha spiegato che il gruppo ha stanziato 155 miliardi di euro in progetti che contribuiscono direttamente al raggiungimento dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile prefissati dalle Nazioni Unite. Per l'impegno dimostrato Bnp Paribas è stata nominata nel 2018 la migliore banca per lo sviluppo sostenibile da Euromoney.

Da Francesco Ubertini, rettore dell'Università di Bologna, la sottolineatura di come lo sviluppo che rispetta l'ambiente sia quello che utilizza le risorse del presente senza compromettere le risorse per il futuro. Da rettore “ritengo fondamentale il ruolo della educazione delle future generazioni allo sviluppo sostenibile”. Si tratta di fornire un'educazione inclusiva, di qualità, accessibile a tutti, ma “come coniugare qualità e quantità? Penso agli 85mila studenti di Bologna, ma anche ai troppi che non hanno la possibilità di studiare. I modelli di qualità oggi purtroppo sono per pochi. Le università devono essere dei luoghi di sperimentazione, dei cantieri di speranza”. Professori , studenti ed attori del territorio hanno lavorato per progettare e costruire una auto solare e con questa auto hanno vinto una gara negli Stati Uniti”: “Il contesto è preoccupante ma vincere la sfida dello sviluppo sostenibile dipende solo da noi”.

La “globalizzazione” nell'89 era stata vista come una sorta di “provvidenza – ha detto Andrea Riccardi, storico e fondatore di San'Egidio - che tutto portava allo sviluppo e all'armonia”. Non è stato così. La globalizzazione non è orientata, sembra piuttosto un'onda continua che non conosce dighe. Thelma Esperanza Aldana Hernandez, ex Procuratrice generale del Guatemala, ha posto come problema della globalizzazione il mancato freno alla corruzione che solo nel suo Paese toglierebbe ricchezza ai poveri per circa 538 milioni di dollari.