Daniele De Paz, Claudio Fenucci, Matteo Lepore e Joey Saputo (foto Schicchi)
Daniele De Paz, Claudio Fenucci, Matteo Lepore e Joey Saputo (foto Schicchi)

Bologna, 25 gennaio 2019 – C'è anche il presidente Joey Saputo alla commemorazione di Arpad Weisz (FOTO), con la corona di fiori posta alle base della targa che ricorda l’ex allenatore ebreo rossoblù ai piedi della Curva di Maratona. Con il presidente anche l'assessore Matteo Lepore, e il presidente della Comunità Ebraica Daniele De Paz. “E’ un simbolo della città e del nostro Paese, a Bologna ha portato lustro e ha lasciato segni importanti; è stato di ispirazione per tanti e se lo stadio cambierà forma rimarranno nel cuore i valori, che devono essere portati avanti tutti i giorni”, ha sottolineato Lepore. De Paz ha invece ricordato che “l’indifferenza è più colpevole della violenza” e che “se oggi abbiamo una curva intitolata ad Arpad è perché gli studenti hanno scritto al sindaco”. Ha chiuso il momento dedicato al ricordo e alla celebrazione Claudio Fenucci: “Lo sport ha una forte valenza comunicativa, stiamo parlando di un membro della famiglia Bologna che ha contribuito ai nostri successi”.

Poco dopo Joey Saputo ha preferito invece concentrarsi sulla Bologna sportiva e sul momento che sta vivendo la squadra rossoblù: “Abbiamo fatto trattative per aiutare la squadra; è ovvio che stiamo ancora lavorando, ci sono altre possibilità per portare nuovi giocatori. Il mercato di gennaio è sempre difficile, le risorse ci sono e stiamo lavorando; stiamo facendo tutto per migliorare la squadra”. Il Presidente rossoblù non nasconde la delusione: “Pensavo che con la squadra messa in campo a inizio stagione avrei avuto risultati migliori di quelli ottenuti. Da tifoso, come voi, non posso essere contento, pensavo che la situazione sarebbe stata migliore. Abbiamo fatto degli errori, la cosa importante è che proviamo a cambiare la situazione. Abbiamo un piano, abbiamo fatto due passi indietro per andare avanti”.

Poi, sulle scelte fatte: “Potevamo fare cose differentemente, ammettiamo di aver fatto errori, la cosa importante è riconoscerli e non ripeterli”. Sul campionato fin qui svolto dalla squadra: “La maggior parte delle partite la squadra non molla, il ‘fire and desire’ era riferito al fatto che la squadra fosse più competitiva e desse di più. Quest’anno, anche quando stiamo perdendo, la partita non può mai dirsi finita, è questo ciò che cercavo”. Ma le decisioni, anche sui dirigenti, sono rimandate a giugno: “La nostra attitudine deve cambiare, dobbiamo pensare come una squadra di Serie A”. “Non sono contento di dove siamo - ribadisce -, ma non è a metà anno che si prendono le decisioni, ma alla fine”.

La decisione di lasciare la presidenza del Montreal è stata così motivata dal patron: “E' una scelta che avevo fatta da un po’, a livello calcistico a Montreal era un passatempo e non un business. La struttura andava cambiata, sono sempre proprietario ma la gestione quotidiana non posso più farla”. Il presidente è consapevole che le critiche arriveranno sempre, a partire dai giocatori e concludendo coi dirigenti: “I tifosi hanno il diritto di criticare.  Ma non posso accettare rilievi su come gestisco la squadra. Ho messo gente apposta per fare un certo lavoro e alla fine vedremo se ho fatto bene o no. Non credo avrebbe conti il fatto che io sia presente o meno”.

L’amore per Bologna non cambia: “Per me è importante riportare la squadra a certi livelli, non è vero che non sono più innamorato della squadra, anzi". A livello di finanze Saputo non riesce a nascondere un po’ di delusione, soprattutto vista la posizione in classifica: “Non siamo dove vogliamo essere. Alle volte bisogna fare un passo indietro per andare avanti; dopo quattro anni che sono qui non pensavo di essere nella stessa posizione di oggi, ma dobbiamo andare avanti”.

La chiusura è dedicata ad Inzaghi: “Anche Inzaghi e Bigon lo hanno detto, errori sono stati fatti e adesso dobbiamo assicurarci di cambiare la situazione. A livello della passione di Inzaghi posso dire che sta lavorando bene e, nonostante qualche errore, sono convinto che la situazione migliorerà. Adesso pensiamo alla partita di domenica e deciderò lunedì se il match col Frosinone sarà stato decisivo o meno”.

Appuntamento quindi a oggi pomeriggio dove, in Terrazza Bernardini, verrà presentato il progetto di restyling del Dall’Ara; intanto a livello di mercato c’è da registrare l’ufficialità della cessione in prestito con obbligo di riscatto di Sebastien De Maio all’Udinese. Il difensore francese classe 1987 si unirà ai friulani fino al 30 giugno 2019, con l’obbligo di riscatto che scatterà al raggiungimento di determinate condizioni, molto probabilmente legato al numero di presenze.