Bologna, 7 dicembre 2019 - Stefano Bonaccini (video) riempie piazza Maggiore (video). Ci sono circa 10mila persone (video) e tantissime bandiere del Pd (video) sul Crescentone; una novità, quella del logo Democrat, assente sui manifesti elettorali. Neppure l'affluenza è un dettaglio per il primo comizio del governatore uscente in questa campagna. L’asticella l’aveva alzata lo stesso Bonaccini. "Vogliamo il pienone, è da troppo tempo che non chiamiamo la nostra gente in piazza", aveva ribadito più volte il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Emilia Romagna. A maggior ragione dopo l’exploit delle ‘sardine’ che piazza Maggiore l’avevano riempita neanche un mese fa (il portavoce Mattia Santori c'è anche oggi, seppur a titolo personale).

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Il grande raduno dei progressisti (foto) si apre con la mozione dei sentimenti: l'altoparlante trasmette 'Bella Ciao' (video). Intorno alle 17 prende la parola il protagonista. “Che bella piazza”, esordisce Bonaccini, il quale ringrazia Romano Prodi, che è lì ad ascoltarlo. "Se l'Italia assomigliasse di più all'Emilia Romagna sarebbe un paese migliore", aggiunge il presidente uscente. Il quale subito dopo indica la priorità per il prossimo futuro: "Il primo obiettivo è fare dell'Emilia Romagna una regione della conoscenza".

Il 26 gennaio, spiega, "non è in gioco il risultato di un partito, ma la regione e la sua identità, il futuro nostro e dei nostri figli, dei nostri nipoti". L'appello-slogan della rivale leghista, Lucia Borgonzoni, non gli va proprio giù: "Liberare l'Emilia-Romagna? Ma noi siamo già liberi da 74 anni, ed è grazie a quella libertà che oggi possono venire qui a dire queste stupidaggini, non pretendo che apprezzino questa cosa, ma pretendo che la rispettino".

"Cerchiamo di arrestare quel grande consenso che la Lega ha conquistato – prosegue, indicando anche la possibilità del voto disgiunto -, proviamo a ribaltarlo e a ripartire per dire all'Italia che c'è anche un vento diverso che può arrivare e se parte dall'Emilia-Romagna chissà che non arrivi dopo nel Paese". "Non mi sento migliore della mia sfidante, ma si sento profondamente diverso, loro vogliono portare qui il mercato della salute, noi mettiamo davanti il servizio pubblico".  

Bonaccini non dimentica le Sardine: “So che c'è Mattia (Santori, ndr) in piazza, lo saluto e lo ringraziamo, il secondo loro merito è aver mostrato quanta gente non aspettasse altro di riempire le piazze con un linguaggio opposto a quello di questa destra, senza rabbia, rancore, maleducazione e astio”. Dunque, “mi permetto di dire: per Salvini e la Meloni sono piazze contro, ma non è così, sono piazze che chiedono un'alternativa e il nostro compito è provare a dare una risposta a quella domanda”. "Non è scontato niente - conclude -, ma sono convinto che possiamo farcela".

Nel pomeriggio elettorale non mancano gli ospiti musicali (Raoul e Mirko Casadei, Alberto Bertoli e in video Beppe Carletti dei Nomadi) e altri della cultura (come Carlo Lucarelli e Lino Guanciale). L'unico big politico sul palco è proprio Bonaccini, ma in piazza c'è Romano Prodi: "C'è tanta gente e quindi sono contento", dichiara. Secondo l'ex presidente del Consiglio, il discorso di Bonaccini, è stato "equilibrato" perché "ha rivendicato il passato ma ha anche prospettato il futuro". Speriamo che "gli elettori" lo capiscano. 

Tra gli ospiti illustri, anche se a distanza, c'è anche lo Zar della pallavolo, Ivan Zaytsev: "Io non voterò Bonaccini, purtroppo non posso farlo perché sono residente in un'altra regione, ma conto sul voto di tutti voi, mi raccomando non sbagliatevi e votate Stefano", dice in un video messaggio.

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E' anche la prima volta insieme della coalizione di centrosinistra, con ogni forza politica che ha un gazebo, oltre a quello dedicato proprio a lasciare consigli e suggerimenti al governatore che ne sceglierà alcuni e risponderà con dei video. Sul Crescentone va in scena il debutto del merchandising con l'ormai iconico volto stilizzato di Bonaccini: spille, magliette e braccialetti in cui campeggiano barba e occhiali a goccia. Sono cinquanta i pullman arrivati da tutta la regione.

Bonaccini apre ancora ai 5 Stelle, Lombardi possibilista

Poco prima di salire sul palco Bonaccini lancia un segnale chiaro all'elettorato del Movimento 5 Stelle, forse decisivo per le regionali del 26 gennaio. In questi mesi "ai 5 stelle – ricorda - ho offerto di sedersi e discutere di programmi. Peraltro in questi ultimi sei mesi in Regione abbiamo praticamente votato insieme tutte le leggi più importanti". Bonaccini, parlando in collegamento tv, fa però ancora un passo in più. "Non mi sono mai permesso di dire di essere migliore di Lucia Borgonzoni. Certamente siamo molto diversi e tutti sanno, anche gli elettori M5s, che vinceremo o io o lei. Possono anche scegliere in base all'idea di Emilia-Romagna che hanno".

La risposta arriva quasi contemporaneamente dai vertici pentastellati. "Vorrei che il Pd ci facesse una proposta netta, esplicita e trasparente agli occhi degli elettori, se effettivamente vuole condividere con noi un percorso anche a livello regionale. Vorrei che questa fosse messa al voto sulla nostra piattaforma, per decidere se andare con loro o se andare da soli", dichiara Roberta Lombardi, capogruppo M5s in Regione Lazio, a 'L'Intervista' di Maria Latella su Sky Tg24, rispondendo a chi le chiede se voterebbe per Stefano Bonaccini in Emilia-Romagna.

Bonaccini, intanto, continua a lavorare alla sua lista civica. Dopo quelli dell’ex sindaco di Sasso Marconi, Stefano Mazzetti, e del presidente di ‘Bimbo Tu’, Alessandro Arcidiacono, in questi giorni sembra aver guadagnato posizioni il nome di Mauro Felicori, storico dirigente del Comune e in pensione dal 2018 dopo aver risollevato la Reggia di Caserta. Felicori era anche sabato scorso all’incontro di Italia Viva con Renzi al teatro delle Celebrazioni.