Joey e dolori: ritorna per l’Europa ma trova un’altra grana sullo stadio

Saputo sarà in tribuna lunedì a Torino. Intanto per il progetto del nuovo Dall’Ara si allungano i tempi e i costi

Joey e dolori: ritorna per l’Europa  ma trova un’altra grana sullo stadio
Joey e dolori: ritorna per l’Europa ma trova un’altra grana sullo stadio

di Marcello Giordano

Joey Saputo torna a Bologna. E se il ritorno è dolce per quel che concerne l’ambiente cittadino, in virtù dei risultati di una squadra che sta scalando la classifica e che si gioca l’Europa, non manca la doccia fredda: sul fronte stadio. Lunedì sera, il patron sarà sugli spalti dell’Olimpico di Torino, per assistere a un match cruciale per le ambizioni rossoblù. Ma fuori dal campo c’è pure un altro obiettivo non meno importante: il restyling del Dall’Ara. Marzo avrebbe dovuto rappresentare il mese della chiusura della conferenza dei servizi, che fa da preambolo al bando dei lavori. Forse anche per questo Saputo aveva programmato il suo ritorno in città di questi tempi.

Ma nelle ultime ore, da Palazzo d’Accursio è arrivata la doccia fredda: la chiusura della conferenza dei servizi è destinata a slittare. Bene che vada a fine giugno. Il motivo? E’ presto detto: la burocrazia. Di norma, per chiudere la conferenza dei servizi è sufficiente lo studio di fattibilità di un’opera, a cui deve seguire il progetto definitivo. Quello del Dall’Ara c’è e da tempo. E’ però accaduto, nel corso degli anni e degli eventi, che il Bologna e il Comune abbiano deciso per la costruzione di uno stadio provvisorio che ospiterà la squadra in città nel periodo in cui il Dall’Ara sarà chiuso per restyling. Lo stadio provvisorio sorgerà in area Caab, da 16.500 posti e lo studio di fattibilità dell’impianto, sarebbe pronto. Ma Palazzo d’Accursio, con l’intento di snellire le manovre, con una delibera ha unificato le partite di stadio e temporaneo, per far sì che a gara vadano i lavori di entrambi gli impianti. Dettaglio, che dettaglio non è: per procedere, bisogna che il livello progettuale dei due impianti sia parificato.

Morale, lo studio di fattibilità dell’impianto temporaneo non basta più, serve il progetto definitivo anche di questa seconda opera: il che significa 2-3 mesi tempo e diverse centinaia di migliaia di euro da anticipare, da parte del Bologna di Joey Saputo. Se la conferenza dei servizi non chiuderà prima di fine giugno, significa pure che i lavori non potranno essere messi a bando prima della fine dell’estate. Insomma, i tempi si allungano. Di quanto non è dato sapersi. Già un mese fa circa era filtrata notizia che la conclusione dei lavori del nuovo Dall’Ara erano destinati ad allungarsi: da fine 2026 al 2027. Ma in questo caso, a slittare è la chiusura della conferenza dei servizi, da cui dipendono i lavori stessi: del Dall’Ara e del temporaneo. Cambiano quindi nuovamente le carte in tavole. Carte che erano già cambiate quando il Comune chiese al Bologna di prendersi in carico i lavori di stabilizzazione della Torre di Maratona, inizialmente spettante a Palazzo d’Accursio, in cambio dell’Antistadio, a fronte di un progetto per impianto di atletica finanziato dal Pnrr.