LUCA RAVAGLIA
Cosa Fare

Cesenatico: ecco com'è un giorno da turista

Il nostro viaggio tra le attrattive di Cesenatico: dal concerto all’alba alla gita in motonave per finire con le foto ricordo sul portocanale

Cesenatico, 23 agosto 2022 - All’alba ci sono solo la brezza, le onde che avvolgono gli scogli e la statua, quella della sposa che scruta l’orizzonte circondata dai bimbi che insieme a lei aspettano il rientro delle barche. Piazza Spose dei Marinai è un tributo a chi a Cesenatico ci vive e ci lavora tutto l’anno, ma è anche un angolo di paradiso inserito tra i primi posti della lista servita sulla scrivania della camera d’hotel a ogni visitatore appena giunto in riviera. Nell’estate della riscoperta delle vacanze, la costa romagnola ha messo sul piatto un’ampia offerta di proposte per integrare il comunque validissimo relax sotto l’ombrellone. Provare per credere. E’ quello che abbiamo fatto, concedendoci 24 ore di svago griffato Cesenatico (video). La giornata da turista, per chi considera la sveglia un’opportunità e non un problema, inizia dunque prima delle 6.22, orario in cui in questi giorni il calendario fissa l’alba, in piazza Spose dei Marinai, col sole che sorge dal mare e i più mattinieri che corrono o passeggiano sulla battigia. In acqua si rema col sup surf e sugli ultimi scogli del Porto Canale si pesca, circondati solo dai gabbiani. E’ uno spettacolo per pochi, ma che vale ogni sbadiglio. La colazione è coi piedi sulla sabbia: cornetto e cappuccino in uno degli stabilimenti che si preparano alla giornata riassettando gli ombrelloni e aprendo la strada verso la tavola blu. Perché ad agosto è sempre ora di fare il bagno.

Selfie notturno su Porto Canale
Selfie notturno su Porto Canale

Per chi è allergico alle lunghe soste, passeggiare sulla sabbia in zona grattacielo è sinonimo di godersi la salsedine sulla pelle davanti a un museo a cielo aperto, quello delle ‘Tende al Mare’ firmate da Berico che colorano la spiaggia libera antistante piazza Costa e che celebrano il turismo degli anni che furono. Subito dopo pranzo, c’è uno degli appuntamenti simbolo della romagnolità costiera: la crociera alla scoperta delle acque profonde dell’Adriatico. Le motonavi attendono pazienti di conquistare il largo puntando verso le coltivazioni di mitili, le piattaforme e, soprattutto, i delfini. Che da queste parti, assicurano i timonieri, si muovono a branchi: a fissare le onde, se si vede un’increspatura, vuol dire che sono loro. I lupi di mare impugnano il binocolo, mentre gli ospiti, con tanti bambini al seguito, tengono le dita incrociate.

Perché - senza fare gare o togliere niente a nessuno – l’acquario è una cosa, il mare aperto un’altra. Se non altro in termini di spazi: l’Adriatico è grande, le certezze di imbattersi in quale avvistamento, meno. E in effetti oggi si resta a mani vuote, il che però non significa certo annoiarsi. Detto delle piattaforme che vanno a caccia di gas metano e che mentre vengono lambite, gli altoparlanti della motonave sfornano curiosità a tema in quattro lingue, a bordo ci sono la musica, le foto con l’orizzonte come sfondo, la schiuma delle onde contro lo scafo e quello che al mare non può mancare: aperitivo a base di fritto di pesce, con brindisi incorporato.

E’ pomeriggio, è estate e aveva ragione Raoul Casadei: Romagna Capitale. Si riconquista la terraferma col sole che non scotta, accarezza, probabilmente come da precedenti accordi raggiunti con gli operatori turistici della zona, che non lasciano niente al caso, mai. E non perdono il sorriso nemmeno ai tempi della Bolkestein.

La cena è in hotel, o magari sul Porto Canale, dove ancora una volta tutto ruota intorno al pesce. E alle barche, come quelle del museo della Marineria, che invitano alla passeggiata e ai selfie vicino alle regine del mare che hanno fatto la storia e la cultura di queste latitudini. D’inverno si realizza un presepe che non puoi descriverlo, devi vederlo, mentre d’estate bastano le vele colorate, le nuove luci che le enfatizzano e le suggestioni che raccontano. All’aperto, ma anche all’interno dello scenografico museo. Gelato, fritto da passeggio e souvenir marinaresco da portare alla mamma rimasta a casa, magari scelto tra le bancarelle dedicate al mondo artigiano collocate sotto il grattacielo. Per le famiglie ci sono le giostre, per chi tira tardi, i bar, i brindisi e i dj. Per chiunque abbia un telefono in ogni caso si chiude col selfie: un sorriso e via. Perché quello che c’è qui, merita di essere rivisto. Magari in autunno, quando ci sarà la nebbia.