Christiano Rigoni
Christiano Rigoni

Cesena, 21 luglio 2019 - Era un ragazzo allegro, Christiano Rigoni, il ragazzino che ha perso la vita nell'incidente a Montaletto, tra Cervia e Cesena, poco prima delle 14 di domenica (foto). Diciassette anni tra un mese e un’allegria sana che traspare vivida scorrendo il suo album dei ricordi, su Instagram. Molti amici con cui condividere emozioni, una foto di classe al Versari Macrelli, e una voglia di trasmettere a tutti la gioia di un momento da fissare nella memoria. Come il Primo ottobre del 2017, quando papa Francesco venne in visita a Cesena. Christiano era vicinissimo alle transenne, in piazza del Popolo. Il santo padre gli è passato a un palmo e lui e i suoi amici lo hanno filmato e accolto con applausi e urla di incitamento, come fosse una rockstar.

AGGIORNAMENTO / Mercoledì l'addio e prosegue l'inchiesta

Altri momenti di gioia: il saluto al nuovo anno, con un video di fuochi d’artificio dai tetti, o l’arrivo della neve, vista dalla finestra della sua classe, all’Iti, Seconda B del servizio Socio sanitario. Ancora neve il 22 gennaio scorso, allo stadio Manuzzi, sugli spalti per tifare la nazionale femminile in amichevole contro il Galles. Alla moto con cui è tragicamente morto ieri aveva invece concesso solo pochi scatti. Da come sembrano essere andati i fatti, con Christiano fermo a un incrocio e un’auto che arriva a investirlo, non si può dire che non la guidasse con perizia e testa sulle spalle.

false

Amava molto il calcio. Playstation con gli amici e partitelle a pallone, come tutti alla sua età. E la passione per il pallone lo aveva portato a seguire il corso per arbitri e superare, lo scorso anno, l’esame per diventarlo, il 17 dicembre del 2017. Ma era rimasto pochi mesi, dirigendo alcune gare della categoria giovanissimi poi aveva deciso di abbandonare, capendo che non quello che faceva per lui. Nella stagione da poco conclusa non era mai sceso in campo. Lo ricorda bene Alberto Arienti responsabile della sezione cesenate dell’Aia che aveva cercato di convincerlo a restare, a provare ancora. Tutto inutile.

Un ragazzo bravo, educato, diresse alcune partite di giovanissimi poi venne da me dicendomi che non se la sentiva di continuare, si era reso conto che questo non era il suo sport, quello che voleva praticare. Sì, avevo avuto diversi contatti con lui, cercai di convincerlo a proseguire, senza fortuna. In famiglia era seguito, ricordo che il padre lo accompagnava al corso”.

Secondo di tre fratelli, Christiano viveva in centro, a due passi di piazza del Popolo. “Ha fatto preso qui tutti i sacramenti, anche se non frequentava la parrocchia”, ricorda don Giordano, parroco del duomo, con la voce rotta per questa vita troppo giovane strappata al mondo. C’era anche l’impegno sociale nella vita di Christiano. Lo si evince da un altro video, questa volta su Facebook: c’è lui che, intervistato, racconta con passione di un progetto contro il bullismo. Aveva un sogno, infine, e lo aveva messo nero su bianco l’ultimo Capodanno: partire con un suo amico, e “andare in questi due posti magici: New York e Los Angeles – scrive su Instagram –. Spero che questo sogno si realizzi appena diventeremo maggiorenni, e magari chissà anche prima della maggiore età”.

Purtroppo il nastro della vita si è spezzato presto, fin troppo: non aveva ancora diciassette anni Christiano, li avrebbe compiuti il 9 agosto. Ancora davanti a sé un anno di studi, e poi chissà, magari quel viaggio in America.

re.ce.