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LUCA RAVAGLIA
Cronaca

Si riaccendono le focarine ’Bruciate’ pandemia e smog "Mai vista così tanta gente"

Dopo anni di restrizioni sanitarie si è tornati nel prato della parrocchia dell’Osservanza grazie alla deroga concessa dal Comune: tra i partecipanti anche il sindaco Lattuca.

di Luca Ravaglia

Le tradizioni resistono a tutto. Comprese le pandemie e le disposizioni che limitano i fumi a tutela dell’ambiente. Le tradizioni aspettano, e quando tornano sono più forti di prima. Per rendersene conto bastava essere sabato sera nel grande prato che fiancheggia la parrocchia dell’Osservanza, in mezzo a un mare di persone tutte radunate intorno al falò di San Giuseppe. "Così tanta gente non si era mai vista – sorridevano i veterano dell’evento – E’ bello poter essere di nuovo qui, a goderci una serata figlia di uno dei simboli della nostra terra". La focarina, appunto, pezzo forte della storia della Romagna che, con l’inverno che si avvia a trasformarsi in primavera, diventa una ragione in più per fare gli auguri a tutti i papà. E di papà sabato sera ce ne erano davvero tanti, a mangiare piadine insieme al resto delle loro famiglie, a chiacchierare godendosi i pargoli che imperversavano, o semplicemente a ricordare quando i bimbi erano loro e alla vigilia del 19 marzo si andava tutti insieme ad accendere il fuoco. Perché saranno anche cambiati i tempi, ma né il terzo millennio, né gli smartphone possono cancellare o sostituirsi alla bellezza di essere lì, dal vivo, a vedere le fiamme divampare intorno alla catasta di legna che brucia in sicurezza, con la musica in sottofondo e certe abitudini che sono ancora lì e sono sempre le stesse. All’Osservanza c’è anche il sindaco Enzo Lattuca senza fascia, ma con la famiglia. E’ in fila e aspetta di poter cenare sotto l’ombra di quel campanile dove è stato invitato dal parroco Fabrizio Ricci. Ed eccolo lì il don, che si rimbocca le maniche e con un sorriso compiaciuto porta a spalla un poderoso tronco da lanciare per alimentare il fuoco. Perché, parlare di tutela ambientale è sempre giusto e doveroso, ma non è certamente spegnendo le focarine che si prende il toro per le corna. Dunque ben vengano le deroghe di una sera, le cene tutti insieme, la musica e i bimbi che corrono da ogni parte. All’Osservanza come nelle tante altre parrocchie e località dove la sera tra il 18 e il 19 marzo si è acceso un fuoco. Per festeggiare San Giuseppe, i papà, la primavera, o qualsiasi cosa possa far tornare il sorriso a una comunità che ha davvero bisogno di riprendersi la sue piccole gioie. Quelle che fanno la differenza.