Pio Rosario De Sisto in una foto segnaletica al momento dell’arresto del 2016
Pio Rosario De Sisto in una foto segnaletica al momento dell’arresto del 2016

Cesena, 24 settembre 2021 - Affari sporchi, riciclaggio, estorsioni con una lunghissima fila di precedenti penali, processato più volte davanti al Tribunale di Rimini. Basta digitare il suo nome su Google e si trovano intere pagine di reati e procedimenti penali. E’ Pio Rosario De Sisto, 62 anni, napoletano, da tutti conosciuto come ‘Zio Pio’, che mercoledì sera alle 20.40 dopo essere sceso dalla sua auto stava per aprire il cancello della sua casa a schiera a Gorolo, frazione di Borghi, in via Gorolo, la strada dalla provinciale Uso 13, porta fino a San Giovanni in Galilea.

Le minacce in codice dello 'zio Pio'

Improvvisamente i vicini di casa hanno udito degli spari, sembra tre, e subito si sono precipitati fuori, anche perché a quell’ora quasi tutti erano in casa: c’era chi stava cenando, chi era pronto per assistere alle partite di calcio e chi faceva le faccende domestiche.

Pio Rosario De Sisto si è accasciato a terra e i vicini stessi hanno immediatamente chiamato l’ambulanza del 118 e i carabinieri. Trasportato all’ospedale Bufalini di Cesena, Zio Pio è stato sottoposto a un intervento chirurgico per la rottura del femore che dovrebbe essersi procurato nella caduta per la paura di essere colpito o forse nel tentativo di sfuggire a un agguato in perfetto stile mafioso. Non sono stati ritrovati bossoli. L’intervento chirurgico eseguito nella serata di ieri al Bufalini è riuscito alla perfezione, l’uomo non presentava ferite di arma da fuoco, le sue condizioni di salute sono buone, non è in prognosi riservata e neppure in pericolo di vita.

De Sisto da anni vive solo a Gorolo. La moglie e la figlia abitano altrove. Quello che ha subito l’altra sera con gli spari è stato sicuramente un agguato, con una o più persone nascoste fra gli arbusti che gli hanno sparato mentre lui sul cancello di casa, a fine giornata, stava rientrando nella sua abitazione.

Pio Rosario De Sisto è molto conosciuto e anche temuto per tutti i precedenti per la maggior parte in odore di camorra. Per diverso tempo, fino a otto anni fa, aveva gestito il ristorante pizzeria ‘La Taverna’ a Stradone, frazione di Borghi, dove la provinciale 13 Uso divide a metà i comuni di Borghi e Santarcangelo nel cui territorio si trova il suo ristorante. Poi aveva gestito negozi di prodotti per la casa. Le sue attività imprenditoriali si sono però più volte intrecciate con affari finiti sotto la lente della magistratura e degli investigatori, che per anni lo hanno sottoposto a stretta osservazione.

Le indagini sull’agguato dell’altra sera vengono condotte dai carabinieri della Compagnia di Cesenatico con il capitano Flavio Annunziata e dal nucleo del Comando investigativo provinciale dell’Arma, ma del caso si sono interessati anche i carabinieri di Rimini per i quali De Sisto è una vecchia conoscenza.

L’uomo è stato arrestato l’ultima volta proprio nel corso dell’operazione ‘Idra’ condotta dall’Arma riminese e che dipingeva il boss napoletano come il leader di un gruppo criminale specializzato nel prestito a usura e nell’estorsione. Attualmente De Sisto è sotto processo al tribunale di Rimini proprio per gli sviluppi di quell’inchiesta. Negli anni precedenti sono documentati incontri e legami di Zio Pino con i vertici del clan camorristico Nuvoletta

Per il momento tutte le piste sul fatto restano aperte: dal tentativo di omicidio per un regolamento di conti alla ‘semplice’ intimidazione da parte di qualche concorrente o ‘nemico’.