L’ex commissario Floriano Botta col neopresidente Andrea Maremonti
L’ex commissario Floriano Botta col neopresidente Andrea Maremonti

Cesena, 10 novembre 2018 - E’ Andrea Maremonti, industriale manifatturiero di Savignano (titolare di Alea Fashion), il presidente della ‘rinata’ Confindustria Forlì-Cesena. Lo ha votato il 91% dei 343 industriali riuniti ieri alla Fiera di Cesena che con quest’ultimo atto danno inizio al nuovo corso dell’associazione degli industriali nella nostra provincia dopo le note vicende sfociate nel ricorso alla magistratura da parte di un gruppo di associati in disaccordo con la linea nazionale di Confindustria. Maremonti (già presidente dal 2004 al 2008) sarà affiancato da quattro nuovi vicepresidenti: Pierluigi Alessandri (Technogym), con delega alle politiche industriali, internazionalizzazione e innovazione; Carlo Comandini (Vossloh), relazioni industriali, credito e bilancio; Giovanni Giannini (Sogliano Ambiente) che si occuperà di sostenibilità, energia e ambiente; Giacomo Gollinucci (Azienda Gollinucci) delegato ai rapporti esterni, marketing associativo e formazione.

Una forte rappresentanza di cesenati, dunque, forse territorialmente meno schierati con i cosiddetti «ribelli». Ora si immagina tutta in discesa la strada verso la costituzione di Confindustria Romagna già siglata nel 2014 ma rimasta lettera morta per la contestazione interna. Però, nel suo discorso di insediamento, Andrea Maremonti ha badato bene a non spingere l’acceleratore verso quella meta, preferendo richiamare l’attenzione su un «cambiamento che amplifichi l’orizzonte del nostro agire superando visioni e logiche localistiche », e su sinergie «specificatamente con Confindustria Romagna, in un’ottica di convenienza e non certo come un obbligo e una decisione calata dall’alto». Ed ha sottolineato la positiva ricaduta della rete tra i servizi recentemente sottoscritta tra Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. Maremonti ha battuto forte anche il tasto del rinnovamento che porti ai vertici dell’associazione «una nuova generazione di imprenditori con nuove idee e nuove energie».

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Il nuovo vertice di Confindustria ha evidenziato anche la necessità di indicare un «responsabile territoriale» (non un direttore, dunque, che potrebbe essere d’intralcio nel momento della fusione con il troncone Romagna, composto da Ravenna e Rimini, dove un direttore c’è già) che potrà, evidentemente, rappresentare operativamente l’area Forlì-Cesena in ambito romagnolo per una «Confindustria Forlì-Cesena dotata di identità forte e percepibile». In barba al cavallo di battaglia dei «ribelli» da sempre sugli spalti in difesa dell’identità provinciale. Elencando tra i suoi punti programmatici le colonne del sistema industriale - ossia ricerca e innovazione, internazionalizzazione, sostenibilità e fonti rinnovabile, occupazione con particolare riguardo a quella giovanile - Maremonti ha sostenuto l’idea della Fondazione Romagna, «organismo di confronto fra i protagonisti della società civile ed economica». Non ha mancato di lanciare un ramoscello d’ulivo a «quei colleghi che, nell’amara recente fase di contrapposizioni e tensioni se ne sono allontanati».