I giocatori dei Tigers in cucina
I giocatori dei Tigers in cucina

Cesena, 16 febbraio 2019 - La porta la apre il vice allenatore Villani, ma gli onori di casa li fa Thor, il pitbull di Dagnello, che tanto per essere sicuri di rendere chiaro il messaggio sul carattere (suo e dell’amico a quattro zampe), ha pescato il nome dal mondo dei supereroi.

Benvenuti nella tana delle Tigri (foto), appartamento all’ultimo piano senza ascensore (perché bisogna tenersi in forma anche fuori dal campo) a due passi dal centro. Cucina, soggiorno, zona notte e balcone a uso e consumo di quattro atleti arrivati in città insieme ai loro Tigers Amadori e ormai entrati a far parte di una comunità che si sta affezionando al loro modo di promuovere - a suon di vittorie - il basket. Oltre ai già citati Andrea Dagnello e Roberto Villani, a chiudere il cerchio ci sono Emanuele Trapani e Massimiliano Ferraro, tutti raccolti intorno al tavolo del soggiorno.

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«E il punto focale della casa, qua si gioca a carte - molto - e si parla di basket - troppo -. Partiamo dell’Nba e arriviamo al nostro campionato di Serie B, con toni più o meno accesi, ma con un’unica certezza: il fair play non esiste, se uno ha giocato malino, gli si grida che ha fatto pietà».

Felpa d’ordinanza addosso («Promuoviamo la causa h24»), appartamento fin troppo in ordine («Perché sapevamo che arrivava uno con una macchina fotografica») e ampi sorrisi di chi ha trasformato la passione della vita in un lavoro.

«Coniugo lo sport con lo studio - comincia Trapani - Frequento scienze motorie e grazie all’università telematica coniugo gli impegni sul campo con quelli sui libri. Ma non c’è solo quello. Sto scoprendo Cesena, una città bellissima che vivo insieme a Filippo Rossi e ai suoi amici. Andiamo per locali, ma pure alla Biblioteca Malatestiana. E ho portato i miei genitori al Teatro Bonci. Ho fatto una gran figura...».

Lo chef di casa è Dagnello, pure lui studente di scienze motorie. «Piatto forte? Uova e patate. Ma quando cucino, gli altri escono e vanno al ristorante. Peggio per loro... Restiamo io e Thor, che poi andiamo insieme a passeggio. Una volta ha fatto i suoi bisogni dove non doveva, ma chi mi ha scoperto mi ha perdonato perché è tifoso della squadra. E’ bello vedere che stiamo entrando nel cuore della comunità. Mi piacerebbe tanto restare».

Massimiliano Ferraro è più giovane e meno abituato alla valigia: «Sono al secondo anno fuori di casa e sono elettrizzato. E’ bellissimo essere qui, in una squadra che ha tutto per andare in A2 e vivere la quotidianità con ragazzi che sono anche amici. Passioni? La Play Station e Fortnite: mi collego alla sera e gioco a oltranza. A meno che dall’altra stanza non chiamino per le irrinunciabili partite a carte: passione comune diffusa dal coach Villani».

Che sogghigna: «Farsi amico il vice allenatore è fondamentale per la carriera sul campo... In verità sono quello meno presente, perché alleno anche una squadra a Forlì e passo molto tempo in ufficio nella sede dei Tigers». Il lavoro scandisce la giornata e qui, al terzo piano con vista sui pini, il lavoro è il basket. Oggi sveglia presto, c’è da partire per Bernareggio. A casa resta Thor. In attesa di buone notizie.