Lavori allo stadio (foto Ravaglia)

Cesena, 10 agosto 2018 - Ormai manca solo il timbro ‘fallito’ sul fasciolo intestato all’Associazione Calcio Cesena spa che si trova sulla scrivania della giudice Barbara Vacca. Ieri mattina c’è stata una breve udienza per discutere la richiesta di fallimento presentata il 20 giugno scorso dalla procura della Repubblica. Per la verità non c’è stato molto da discutere: il pubblico ministero Filippo Santangelo ha insistito per l’accoglimento della sua richiesta, il presidente del Cesena Calcio Giorgio Lugaresi (assistito dagli avvocati Alfonso Celli e Fabrizio Fanti) non si è opposto, visto che il tentativo di ristrutturazione del debito non è andato a buon fine, e alla fine la giudice si è riservata di depositare la decisione dopo averne discusso con gli altri due giudici che compongono il collegio. Sarà, comunque, questione di pochi giorni e l’esito appare scontato.

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Tra i danneggiati dal fallimento dell’Ac Cesena ci sarà l’Amministrazione comunale: in primo luogo c’è da completare il pagamento delle rate del mutuo ventennale contratto dalla società calcistica nel 2011 (gestione Igor Campedelli) con l’Istituto per il Credito Sportivo per realizzare i lavori di ristrutturazione e adeguamento dello stadio alle esigenze della serie A: il Cesena ha smesso di pagare le rate semestrali a luglio 2017 e il Comune, che aveva garantito i pagamenti essendo proprietario dell’impianto, fino a poche settimane fa non aveva battuto ciglio pur sapendo che da tempo il Cesena non pagava più la copertura assicurativa che avrebbe dovuto controgarantire il Comune. Secondo un rapido conto, a carico dell’Amministrazione comunale restano quasi tre milioni (tra capitale e interessi), ma a conclusione dei pagamenti il Comune recupererà la disponibilità del ‘cavalluccio’ che era stato dato in pegno alla banca.

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Ci sono poi i 700mila euro che serviranno per rifare il campo dell’Orogel Stadium - Dino Manuzzi: avrebbe dovuto pagarli il Cesena, ora li pagherà il Comune. E poi nel conto ci sono anche (ma ormai siamo agli spiccioli) 60mila euro già stanziati dalla Giunta presieduta dal sindaco Paolo Lucchi per i lavori di manutenzione ordinaria urgente per lo stadio e il centro di allenamento di Villa Silvia.

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A restare col cerino in mano, oltre al Fisco (40 milioni) e alle banche (9 milioni) ci sono anche centinaia di fornitori che accumulavano crediti (3,5 milioni in totale) sperando che le dilazioni di pagamento sempre più lunghe contribuissero a salvare il Cesena da un crollo che molti ritenevano impossibile, e invece c’è stato. In questo senso il danno per il territorio cesenate e romagnolo è ingente, anche perché si aggiunge a quelli causati dai crac di Banca Romagna Cooperativa e della Cassa di Risparmio.