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17 apr 2022

Cesena, a Siena per guarire il mal di trasferta

I bianconeri nel ritorno lontano dal Manuzzi hanno sofferto e faticato: 8 punti in 9 gare. Sabato bisogna invertire la tendenza

William Viali in settimana dovrà curare l’aspetto psicologico dei suoi giocatori
William Viali in settimana dovrà curare l’aspetto psicologico dei suoi giocatori
William Viali in settimana dovrà curare l’aspetto psicologico dei suoi giocatori

di Gianluca Mariotti

L’ultimo sforzo, l’ultima fatica per certificare quanto sul campo il Cesena di Viali s’è meritato: il terzo posto. Sabato prossimo a Siena, fischio d’inizio alle ore 17.30, sarà un ping-pong continuo di notizie tra l’Artemio Franchi e Pescara dove gioca l’unica avversaria rimasta, contro l’Imolese, in grado ancora di contendere il gradino più basso del podio del girone ai bianconeri e i relativi vantaggi successivi durante i playoff. E’ abbastanza chiara una prospettiva: a Siena servirà andare, da subito, con il pensiero di dover vincere la partita. Perché il Cesena non è proprio squadra da calcoli, perché il solo pensare di potersi cullare sull’idea del pareggio in quanto il Pescara dovrebbe comunque vincere con almeno sette gol di scarto è dannosa, anche perché il Siena stesso giocherà per vincere, per cercare un insperato aggancio ai playoff, sperando in un contemporaneo scivolone di almeno una tra Vis Pesaro o Carrarese ai margini della griglia.

E proprio qui viene la parte forse più complessa, quella di lottare contro un fantasma che aleggia ormai costantemente durante il girone di ritorno. Al Manuzzi infatti la squadra è un carrarmato e non solo per la storica vittoria sulla Carrarese (6-0), ha chiuso da imbattuta le nove gare del lato discendente del campionato, non perde dal 28 settembre quando l’unica in grado di vincere fu il Modena, conquistando in totale ben quaranta punti (2.11 a partita), quarto miglior rendimento interno totale del campionato, alle spalle di Entella (42), dello stesso Modena (42), entrambe con ancora una gara casalinga da disputare, e della Reggiana (49). Mentre in trasferta, pensando alla gara di sabato prossimo a Siena, nel girone di ritorno il Cesena non è che abbia rallentato, ha proprio inchiodato la marcia.

C’era una squadra, all’alba del campionato, che pareva il Real Madrid quando viaggiava: cinque vittorie nelle prime sei trasferte di stagione (2-1 a Lucca, 1-0 a Viterbo, Olbia, Grosseto, 4-0 a Teramo), 16 punti sui 18 disponibili (unico pareggio a Pesaro per 1-1). E c’è una squadra, nel girone di ritorno, considerando anche Gubbio all’ultima recita del 2021, invece che lontano dal Manuzzi non sa più ritrovare se stessa. Anzi c’è riuscita giusto una volta, nella splendida e rotonda vittoria di Ancona (3-0). Per il resto un successo tra enormi sofferenze a Pistoia (1-0) e tanti dolori: un pareggio amaro (0-0 ad Imola), un altro acciuffato per i capelli al 90’ (2-2 a Fermo) e ben cinque sconfitte esterne (1-4 a Gubbio, 0-1 a Modena e Pescara, 0-2 a Pontedera, la vergogna dello 0-4 a Montevarchi), subendo addirittura 14 reti in 6 partite (le ultime citate), cioè il 45% di quelle totali incassate (31). Anche nella classifica del rendimento esterno del girone il Cesena si trova al quarto posto (26 punti), ma quasi il 70% è farina dell’andata (18). Al ritorno, infatti, solo 8 punti in 9 gare esterne, disegnando la più grande discontinuità della stagione del Cavalluccio. Il terzo posto è meritatissimo, ma con un po’ più di equilibrio e costanza sarebbe già in tasca da alcune settimane. Ed ora Siena, l’ultima fatica, con la curiosità di sapere quale volto del Cesena scenderà in campo. Sarà il miglior test in vista dei playoff.

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