La vetrina del negozio Wind infranta con una mattonata
La vetrina del negozio Wind infranta con una mattonata

Civitanova Marche (Macerata), 18 agosto 2021 - Vacanza peggiore non poteva capitare a Luciano Carbonari, titolare di Astrotel Wind in largo San Francesco di Sales. Ha chiuso infatti il negozio il 14 agosto, per godersi qualche giorno di ferie all’estero, quando l’altra notte è stato raggiunto da una telefonata, che gli comunicava come ignoti gli avessero sfondato la vetrata di accesso all’esercizio. L’aspetto grave della vicenda, inoltre, è che l’autore dell’atto vandalico porta firma e volto dello stesso uomo che la settimana scorsa aveva devastato la vetrata del bar Infinity, un’elegante Mercedes Cabrio e vergato con vernice rossa e frasi poco simpatiche il muro della farmacia Angelini.

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L’uomo era stato denunciato a piede libero e non ha tardato molto per ritornare sul luogo del delitto, anche se diverso da quelli precedenti. A tradirlo, come già la settimana scorsa, le immagini delle telecamere della videosorveglianza. Lui ha cercato di oscurare le telecamere girando l’obiettivo in altra direzione, ma le precauzioni sono risultate tardive: la sua immagine, infatti, risultava nitida sulla pellicola, e gli inquirenti guidati dal commissario Fabio Mazza, non hanno tardato molto a risalire a lui. Il fatto è avvenuto ieri notte verso le tre, ma contrariamente a quanto è successo con il bar Infinity, dove la vetrata è stata fracassata senza che nessuno sentisse e vedesse nulla, ieri notte a sentire tutto è stato il suocero di Carbonari, che ha subito informato il commissariato. In pochi minuti gli agenti si sono portati sul posto, l’autore era sparito ma di lui sono rimaste le immagini della videosorveglianza e gli inquirenti non hanno impiegato molto per individuarlo. L’uomo, 35 anni, albanese da tempo residente in città, è stato interrogato e quindi posto in stato di arresto.

Se il suo sia stato atto di vandalismo gratuito o un tentativo di furto, è difficile dire. E se fosse vera l’ultima ipotesi, se ne è andato, come si suol dire, con le pive nel sacco, perché il vetro infranto, ma non distrutto, gli ha impedito di arraffare anche la merce esposta vicino all’ingresso. Gesto inconsulto di uno "spiantato" in guerra con il mondo, e forse anche con se stesso, quindi, è lontano il sospetto che la sequela di vandalismi possa essere il segnale di sprovvedute avanguardie di mafie e camorre come qualcuno ha ipotizzato.