Bologna, 12 marzo 2021 - Era il 1967, i Beatles regalavano al mondo Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, uno degli album-simbolo della musica rock, mentre gli Stati Uniti impegnati nella guerra in Vietnam lanciavano l'offensiva del Mekong che fallì quasi interamente gli obiettivi previsti. Gianni Morandi era già un fenomeno con "C'era un ragazzo che come amava i Beatles e i Rolling stones" e anche noi bambini la ripetevamo calciando un pallone lungo la strada.

Altri tempi, oggi si gioca su Internet. La facevamo cantare all'infinito all'amico Marco Benassi, ora manager ceramico e allora talentuoso cantante adolescenziale. Gianni Morandi piaceva ai piccoli  e ai grandi, ai figli, alle mamme e i papà. Beh sono passati diversi decenni e lui è ancora qua, è ancora così.

I social network  ieri sono esplosi di commenti e auguri per la disavventura di cui l'Intramontabile è rimasto vittima nella sua abitazione a San Lazzaro: ustioni alla mano e a una gamba per essere scivolato sul fuoco mentre bruciava degli sterpi. Il bilancio dei click, parola di web, è stato a tratti pari a quelle registrati solitamente al cambio di colore delle regioni. Quindi boom di "Forza Gianni", "Tieni duro", "Siamo con te", poi like, like, like a non finire.

Sono passati decenni e Gianni Morandi è ancora un numero uno, bisogna dargli il pallone d'oro della musica perché più longevo, per simpatia e carriera e fatte le debite proporzioni di Ronaldo, Totti e Federer messi insieme.

Artista senza tempo, vip ma popolare, sempre alla mano, sorriso perenne, tifoso rossoblù da curva Bulgarelli. Dà la sensazione di essere uno di noi. Un piacione trasversale per tutte le età. Il segreto? GM è bolognese, il che non spiega tutto, ma vuol dire molto.