Bologna, 19 aprile 2021 – Oggi comincia l'ultima settimana senza zona gialla. E cambiano i colori delle regioni, divise al momento solo tra zona rossa e arancione. Nella seconda fascia viene promossa la Campania, dove l'Rt, l'indice di contagio, è sceso sotto l'1. E' uno degli effetti delle ordinanze firmate dal ministro della Salute, Roberto Speranza, venerdì scorso. Gli altri sono la permanenza in rosso di Puglia, Valle d'Aosta e Sardegna, gli unici territori sottoposti al regime anti-Covid più restrittivo in un'Italia nella quale l'Rt è calato a 0,85.

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In zona arancione la Campania va a fare compagnia a Emilia Romagna, Marche, Veneto, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Liguria, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria, le province autonome di Trento e Bolzano.

Insomma, stando all'ultimo monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità, la situazione epidemiologica è in via di miglioramento. Tuttavia, il calendario delle riaperture annunciato dal Governo non convince alcuni esperti, per i quali i contagi saranno destinati ad aumentare. “Rischio calcolato? Calcolato male”, ha detto il professor Massimo Galli dell'ospedale Sacco di Milano commentando la frase del premier Draghi. Secondo Andrea Crisanti dell'Università di Padova, “il rischio è di giocarci l'estate”.

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Zona gialla: le regioni che sperano nella promozione

Di certo la maggioranza che sostiene il presidente del Consiglio, su pressione soprattutto di Lega e Forza Italia, è intenzionata a dare una risposta alle categorie che più hanno patito le chiusure. Le prime riaperture sono in programma il 26 aprile, condizionate dalla presenza in zona gialla. Nelle regioni che saranno promosse ristoranti e bar torneranno ad accogliere i clienti, ma solo all'aperto, cinema e teatri ad ospitare il pubblico con specifici protocolli. Dalla stessa data, ci si potrà tornare a spostare liberamente da una regione gialla all'altra. Per gli spostamenti verso la zona rossa o quella arancione, fatti salvi i comprovati motivi di lavoro, salute e necessità, il Governo sta approntando un pass che permetterà di muoversi a coloro che sono guariti dal Covid, si sono vaccinati o certificano l'esito negativo di un tampone.

Dove saranno possibili tali allentamenti delle regole? Oltre alla pressione sulle strutture sanitarie, che in generale sta calando, conteranno soprattutto il già citato indice Rt, che deve essere inferiore a 1, e l'incidenza settimanale dei contagi. Ebbene, dati alla mano, aspirano legittimamente a tingersi di giallo 13 territori tra regioni e province autonome: Emilia-Romagna (incidenza 182; Rt 0.78), Marche (155; 0.9), Veneto (134; 0.81), Abruzzo (122, Rt 0.92), Calabria (183; 0.9), Friuli Venezia Giulia (156; 0.72), Lazio (161; 0.79), Lombardia (163; 0.78), Molise (88; 0.79), Piemonte (204; 0.75), Umbria (102; 0.84) e le Province autonome di Trento e Bolzano (incidenze rispettivamente a 128 e 87, Rt 0.69 e 0.87). La Toscana, invece, ha un Rt appena sopra la soglia di 1. Ad ogni modo, i numeri decisivi saranno quelli scritti nero su bianco sul prossimo monitoraggio settimanale dell'Iss, quello che venerdì prossimo sarà sottoposto al vaglio della Cabina di Regìa.

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Scuola, oggi 6 milioni e 850mila alunni in presenza

Intanto, la scuola riacquista una fetta degli studenti. Da oggi, infatti, saranno 6 milioni e 850mila gli alunni presenti nelle aule sugli 8,5 milioni delle scuole statali e paritarie. In pratica, 291 mila in più della scorsa settimana, tutti della Campania che è uscita dalla zona rossa per passare nella fascia arancione.

Restano in zona rossa Puglia, Sardegna e Val d'Aosta con 390mila alunni in didattica a distanza, secondo i calcoli di Tuttoscuola. In tutto saranno quasi un milione e 657mila quelli ancora a casa in Dad la prossima settimana. Complessivamente per la prossima settimana, con l'80,5% alunni in presenza, si ritorna ai dati del febbraio scorso quando in presenza si erano sfiorati i 7 milioni in classe.

Nelle tante regioni in zona arancione la percentuale di alunni in presenza oscilla tra l'81% e l'86%, mentre nelle tre in zona rossa si ferma al 51%. Il quadro sul territorio si fa più omogeneo. Sempre secondo le elaborazioni di Tuttoscuola, gli alunni in presenza raggiungono l'84% al Nord, l'83% al Centro, il 76% nelle Isole (con un calo dovuto alla Sardegna), e il 74% nelle regioni del Sud. Le province autonome di Bolzano e Trento confermano complessivamente la più alta percentuale di alunni in presenza (87%).

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