Alcuni medici in equipe per contrastare il Coronavirus (foto d'archivio Ansa)
Alcuni medici in equipe per contrastare il Coronavirus (foto d'archivio Ansa)

Ferrara, 15 febbraio 2020 – Era una circolare attesa da giorni. Un documento che molti dirigenti scolastici avevano richiesto per definire un protocollo unico di comportamento per ogni scuola sulle misure da applicare ogni qual volta si ha a che fare con uno studente che con la sua famiglia rientra dalle zone della Cina a rischio contagio da Coronavirus. Ieri quelle misure sono arrivate. La Regione con la direzione generale del settore del welfare e cura alla persona e l’Ufficio scolastico regionale hanno emanato una nuova circolare sulla "gestione nel settore scolastico" dei bambini e degli studenti di ritorno dalla Cina.

Nuove misure che toccano gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado. La circolare introduce una novità rispetto alle misure già disposte nei documenti del primo e otto febbraio scorsi dallo stesso ministero della salute. I dirigenti degli istituti con le nuove misure, sono tenuti a comunicare immediatamente al dipartimento di Sanità pubblica dell’Azienda Usl l’informazione del rientro in Italia di bambini o studenti che abbiano soggiornato in Cina ma solo se nelle località a rischio contagio. Zone che possono essere individuate nel sito ufficiale dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità.

Vengono elencate tutte le zone a rischio contagio della Cina e la mappa delle aree è aggiornata quotidianamente. Le nuove misure dispongono infatti una "sorveglianza attiva" e cioè un isolamento dalle aule scolastiche, e dunque un’assenza giustificata dalle lezioni, che deve essere di 14 giorni dal momento del rientro. Sorveglianza attiva che viene gestita sotto il diretto controllo del personale dell’igiene pubblica dell’Azienda Usl che a quel punto adotterà tutte le misure di cautela. Ma è solo nel caso in cui uno studente manifestasse i sintomi come la febbre che scatterebbe il protocollo delle misure sanitarie per evitare il contagio. Azioni che prevedono l’esecuzione del tampone salivare. Un test che poi verrebbe affidato al centro Crem di Bologna per accertare o meno il contagio da Coronavirus.