Bologna, 13 settembre 2021 - Dopo una leggera salita dei dati Covid, l'ultimo monitoraggio del Ministero della Salute certifica una stabilizzazione della curva pandemica in Emilia Romagna, Marche e Veneto, che si confermano ancora in zona bianca. Tornano a scendere o rimangono stabili tutti i parametri, segno che non c'è un vero motivo per preoccuparsi né per le tre regioni, né per l'Italia, dove l'unica regione in zona gialla resta la Sicilia.

Cambio di zona: i principali parametri a confronto

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A livello nazionale, infatti, l'indice Rt è calato da 0.97 a 0.92, mentre l'incidenza ha perso ben 10 punti: da 74 a 64 casi ogni 100mila abitanti. Un buon numero non troppo distante dalla soglia dei 50 casi di positività ogni 100mila abitanti, consederata la prima soglia di allarme.

Riguardo l'occupazione degli ospedali (media italiana), sono tre settimane che le terapie intensive sono stabili al 6%, mentre da quattro settimane i reparti Covid non critici sono al 7%. La valutazione di impatto sull'occupazione dei posti letto rimane 'bassa' anche in Emilia Romagna, Marche e Veneto. Mentre tutte le altre valutazioni (quella di probabilità di diffusione dell'epidemia e la classificazione complessiva di rischio) passano da 'moderate' a 'basse'.

Vediamo nel dettaglio tutti i dati dell'ultimo monitoraggio, il numero 69, che si riferisce alla settimana dal 30 agosto al 5 settembre. (Qui il monitoraggio precedente, il numero 68, per la settimana 23-29 agosto). 

Emilia Romagna

Buoni i dati dell'Emilia Romagna nel giorno in cui si celebra il primo giorno di scuola: un inizio molto temputo dagli esperti che stanno elaborato una lunga lista di regole da seguire. Intanto, però, l'indice Rt scende (da 0.9 a 0.88), così come l'incidenza (da 86.38 a 76.75) e i casi settimanali (da 3.840 a 3.412). Il dato in tempo reale dell'incidenza (quello che si riferisce alla settimana dal 3 al 9 settembre) è poco più alto, cioè 77.3, ma comunque in calo rispetto a quello della settimana 27 agosto-2 settembre, che era 88, quindi visto anche il calo dei casi di positività non dovrebbe creare allarmi per ora.

Positive le percentuali di terapie intensive e reparti non critici. L'occupazione delle prime è scesa da 6 a 5%, i secondi invece rimangono stabili al 5%

In Emilia Romagna la curva pandemica si conferma in equilibrio, dopo tre settimane in cui l'indice Rt è sotto l'1 e l'incidenza nelle ultime cinque settimane non ha mai oltrepassato la soglia massima di 92 casi.

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Marche

I parametri delle Marche sono molto simili al monitoraggio precedente. Sono due i dati che marcano più differenza: l'incidenza è scesa da 82.52 a 63.81 (pur essendo più alta nella settimana dal 3 al 9 settembre, ovvero 70.4); le terapie intensive salgono invece di 1 e sorpassano la soglia di allerta del 10%: secondo i dati Agenas sono infatti a 11%. Significa che più di 21 posti letto sui 212 disponibili sono occupati da malati covid.

Avendo anche un'incidenza superiore a 50 casi su 100mila abitanti, ci sarebbe il rischio della zona gialla, ma solo se anche i reparti non critici superassero la soglia del 15%. Non è questo il caso, visto che sono fermi al 6%. Il campanello d'allarme, evidenziato anche nel monitoraggio scorso, però rimane.

Non allarmano, invece, indice Rt e casi settimanali. Il primo è stabile e passa da 0.85 a 0.83. I casi di positività sono stati di meno: 958, contro i 1.239 della settimana 23-29 agosto.

Il punto interrogativo della regione rimangono le terapie intensive, che dovranno essere monitorate.

Veneto

Il punto forte del Veneto rimane l'occupazione ospedaliera, che si mantiene bassa. Terapie intensive stabili al 5%, reparti non critici fermi al 3%

Gli altri dati variano leggermente di settimana in settimana, ma in generale la situazione è in equilibrio. L'indice Rt è rimasto perlopiù invariato: da 0.9 a 0.91. I casi settimanali sono stati 3.901, contro i 4.217 della settimana precedente.

L'incidenza è ancora un po' alta, ma non destabilizza. Da 86.9 è scesa a 80.39, con un arrotondamento a 81.3 nella settimana 3-9 settembre

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