Giulia Lucenti
Giulia Lucenti

Modena, 12 settembre 2021 - "A tanti salva la vita, ad alcuni, come a Giulia, forse l’ha tolta, ma non per questo sono contrario al vaccino. La rabbia c’è, è inevitabile, come il forte dubbio che a provocare la morte di nostra figlia sia stato il vaccino, ma fino a quanto non ci sarà l’esito dell’autopsia il dubbio resta tale". Lorenzo Lucenti, padre di Giulia, la ragazza di 16 anni di Bastiglia morta il 9 settembre, sedici ore dopo la seconda dose di Pzifer, non nasconde la rabbia unita a un dolore indicibile. Mamma Oxana, operatrice socio sanitaria, ricorda il volto bello e sereno di Giulia, quando, tornata dal lavoro intorno alle 15, ha trovato la figlia esanime sul divano.

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Signora Oxana, Giulia era d’accordo sul vaccino?
"Sì, ne avevamo parlato in casa e poi nessun medico glielo aveva sconsigliato. Giulia, con la sua frizzante intelligenza, sottolineava che si trattava di un vaccino anomalo rispetto agli altri in quanto il richiamo era in tempi ravvicinati, ma nulla di più. Le avevo proposto di rimandare, ma mi disse: ‘Mamma, non ho voglia di farmi il vaccino, e sai che ho paura dell’ago, ma tanto è da fare, devo cominciare la scuola’. Io sono favorevole ai vaccini, ma non a questo, che tuttavia ho dovuto fare per non perdere il lavoro. Ora resta un grandissimo vuoto, un dolore senza fine per me e Lorenzo, e continuiamo a guardare le foto di Giulia, in montagna col papà".

Signor Lorenzo, cose le ha detto Giulia il giorno 8, di ritorno in auto dopo la seconda dose? "Che aveva un po’ di dolore al braccio sinistro, e la volta precedente, dopo la prima dose, il 4 agosto, al braccio destro. Abbiamo soprattutto ricordato la vacanza trascorsa in montagna, in agosto, i bellissimi giorni a Predazzo. Con la zia faceva lunghe escursioni e arrivava a destinazione fresca come una rosa, senza alcun affanno. Stava benissimo, ed è davvero dura pensare che non potrò più portarla in vacanza".

Signora Oxana, la mattina del 9 settembre quando è uscita per andare al lavoro Giulia stava bene?
"Sì, dormiva. Le ho sentito la fronte, non era calda, segno che non aveva febbre. Le ho dato un bacio, le ho sistemato il lenzuolo e sono uscita. Intorno alle 9 mi ha chiamato dicendomi che si era appena svegliata e che le doleva un po’ il braccio sinistro. Mi sono raccomandata che facesse colazione e che prendesse una pastiglia di Brufen, poi ci siamo risentite intorno alle 13, Lorenzo l’ha sentita alle 13.30".

Poi il dramma .
"Oltre al massaggio cardiaco, le ho fatto anche la respirazione bocca a bocca, e intanto la chiamavo: ‘Giulia, Giulia, svegliati’. Ho telefonato a Lorenzo, e al 118. ‘Giulia svegliati’, ripetevo, ma nostra figlia, purtroppo, non si è più svegliata".