Bologna, 9 marzo 2021 - Il messia vaccino. Stringiamo i denti, resistiamo. Il Covid avanza e travolge l’Emilia Romagna, la variante inglese stritola mezza regione, le operazioni chirurgiche non urgenti sono sospese un po’ ovunque, gli ospedali collassano. Ci chiudiamo in casa, da ieri anche la Romagna è rossa, insieme a Bologna e Modena e ora pare rischino pure Ferrara e Parma. C’è gente nei guai, gente che non sa più come arrivare a fine mese perché non lavora; ma le bollette sì che lavorano e sono comunque da pagare, come il cibo. Un disastro: non resta che affidarci alla mitica punturina.

Bollettino del 9 marzo: dati Covid Italia ed Emilia Romagna - L'aggiornamento Nuovo Dpcm, oggi la riunione del Cts. Lockdown nel weekend e negozi, cosa può cambiare

La campagna

La campagna vaccinale è partita malissima, ormai lo sappiamo bene. Gli errori li hanno fatti tutti: l’Europa, il vecchio governo, la nostra stessa Regione con i suoi proclami delle settimana scorse, tipo "Tutti vaccinati entro settembre" (Donini a inizio anno), "Over 80 liberi da fine marzo" ( Donini a metà febbraio) "Faremo 50mila dosi al giorno" (Bonaccini i il 29 dicembre). Non stiamo qui a guardare chi ha sbagliato di più – anche perchè con questo virus-mostro è quasi impossibile non sbagliare – molto meglio guardare al presente e al futuro.

Chi può prenotare da lunedì 15 marzo

I numeri

Pensiamo in positivo: qualcosa si sta muovendo. In questo momento, in Emilia Romagna, il 3,6% della popolazione si è vaccinato; l’11% ha fatto almeno una puntura. Nell’ultima settimana, la media quotidiana dei vaccinati ha superato le 13mila unità, sabato siamo arrivati ad oltre 17mila . Bene. I nostri numeri sono migliori della media nazionale: 2,77% la popolazione vaccinata, il 6,38% ha ricevuto solo una dose. L’accelerata è indispensabile, anche perché se si dovesse proseguire invece al ritmo di dieci giorni fa, sapete quando raggiungeremmo la tanto sospirata immunità di gregge (70% della popolazione vaccinata)? Il 3 maggio. Ma de l 2022 , non del 2021.

Scuole

Il problema di questi giorni è la vaccinazione del personale scolastico (fra l’altro quasi tutto in Dad in regione). In prima linea ci sono i medici di base che però, pur con tutta la buona volontà, non possono fare miracoli. Tanti di loro hanno ricevuto due flaconi di dosi AstraZeneca da 11 , possono quindi fare in totale 22 iniezioni. Una miseria. La fila è lunga, va tutto tenuto congelato e quando le fiale vengono aperte bisogna usarle in fretta (4 ore, poco più). Guai a chi sgarra: pochi vaccini e tanti problemi. Domenico Crisarà , segretario nazionale dei medici di base ha detto: "Si vuole correre un Gp di Formula Uno con una Panda". Dal nuovo governo Draghi è arrivata la sterzata: speriamo si vedano in fretta i risultati.

Medici, infermieri, Oss

Ma loro, quelli davvero in prima linea, i medici – gli infermieri, gli Oss – si sono vaccinati tutti? No. I dati che ci ha fornito la Reguione alla fine della settimana scorsa fanno riflettere ma vanno anche interpretati. Al momento la percentuale del personale sanitario immunizzato è quella che vedete nel grafico sopra, numero più o numero meno. Più di due medici su diec i non sono ancora coperti, tre su dieci gli infermieri , quattro su dieci gli Oss . Migliaia di persone. Domandone che si pongono in tanti: ma questi signori non saranno per caso no vax? "Mi risulta – spiega Fabio Maria Vespa , segretario regionale dei medici di base – che la stragrande maggioranza dei ’dottori’ abbia detto di sì alla vaccinazione. Fosse per me renderei comunque obbligatoria per tutti la puntura". Dai primi questionari di fine dicembre, oltre il 96% dei medici avevano aderito. Ma ora le percentuali, come detto, sono inferiori. Esistono no vax, certo (più fra infermieri e soprattutto operatori socio sanitari che fra i medici), ma vanno ternuti in considerazioni anche ritardi, allergie, altre malattie, Covid stesso. Coloro che hanno contratto ultimamente il virus, non vengono vaccinati: e ce ne sono tanti, lo sappiamo bene. Paradossale la storia di Marina Sensati, un’operatrice sanitaria di Reggio Emilia, malata oncologica, non ancora punturata. Ha 43 anni, la burocrazia l’ha bloccata più volte, come abbiamo raccontato e denunciato sul Carlino Reggio. Ieri l’Ausl l’ha chiamata e le ha chiesto scusa fissando l’appuntamento. Meglio tardi che mai.

Gli anziani

Ci vorra ancora parecchio tempo, tanti over 80 hanno appuntamento a maggio, altri addirittura a giugno. Ma guardiamo il rovescio della medaglia, in questo caso il lato buono: nelle case di riposo e anche fra gli operatori sanitari degli ospedali, i contagi sono crollati da quando è stata effettuata la doppia somministrazione. Due numeri: il 20 dicembre c’erano 720 contagiati fra medici e dintorni, due mesi dopo 100 . Stesso risultato nelle Rsa.
Sì, forza e coraggio, allora: sperare, resistere.