Ancona, 9 aprile 2021 - Le Marche con un indice Rt sceso a 0,86 (dall'1,03 della scorsa settimana) resteranno almeno un'altra settimana in zona arancione (qui le regole), ma già, stando alle parole di Matteo Salvini, aspirano alla zona gialla.

AGGIORNAMENTO Marche, i numeri sono da zona gialla

"Vi comunico che anche la prossima settimana le Marche saranno in zona arancione. - scrive il governatore Francesco Acquaroli (video) - Le condizioni nella nostra regione stanno migliorando, ma sicuramente non potremo tornare in zona gialla perché in questo momento non è consentita dalla normativa nazionale. Raccomando a tutti di fare sempre la massima attenzione, - conclude - perché dobbiamo mantenerci nelle condizioni che ci permetteranno le riaperture non appena saranno consentite e che auspichiamo possano avvenire quanto prima".

Come sottolinea Acquaroli, la zona gialla resta sospesa fino al 30 aprile dalla mappa delle restrizioni Covid. Tuttavia, il segretario della Lega, ha calcolato un trend da zona gialla per almeno sei, tra regioni e province autonome: Veneto, Umbria, Abruzzo, Trento, Bolzano e, appunto, le Marche. “È un dovere riaprire la seconda metà di aprile, se i dati lo permetteranno. Non si può stare in rosso a vita”, spiega il leader del Carroccio dopo un incontro a Palazzo Chigi con il premier, e aggiunge: “Ccon Draghi abbiamo parlato di dati: dove è tranquillo è un dovere ripartire. Draghi lo ha condiviso”. Di certo oggi si riunisce la Cabina di Regìa per valutare il monitoraggio dell'epidemia, poi Speranza varerà la nuova mappa dei colori delle regioni.

Acquaroli: "Pronti a micro zone rosse"

“Non possiamo permetterci che tra un mese quando, speriamo, l’Italia potrà tornare su restrizioni minori, nelle Marche ci sia una ripresa della curva del contagio”. Parole del presidente Francesco Acquaroli durante la visita del generale Figliuolo nelle Marche.

“Intendiamo fare un monitoraggio forte sulle scuole – ha aggiunto Acquaroli – e anche nelle città: tutte le città che supereranno 250 casi settimanali ogni 100.000 abitanti saranno oggetto di restrizioni che andranno a cercare di tenere la curva sotto controllo senza arrivare a misure che coinvolgono la rispettiva provincia o l’intera regione”.

Saltamartini: "Immunità di gregge entro tre mesi"

AstraZeneca per le persone da 60 a 79 anni, Pfizer e Moderna per fragili ed over 80 e Johnson per le vaccinazioni domiciliari. È questa la base della campagna vaccinale stilata dall’assessore alla sanità, Filippo Saltamartini, in accordo con Asur e Servizio Salute della Regione: "Dalla Conferenza Stato-Regioni di ieri sera (giovedì, ndr) sono emerse le linee guida, tra cui il consiglio, da parte del presidente del Comitato Scientifico, Franco Locatelli, di utilizzare AstraZeneca per i cittadini sopra i 60 anni – ha detto Saltamartini – In questa fase abbiamo parecchie dosi di Pfizer, mi sembra che la fornitura sia di 130mila dosi a disposizione, e si sta andando avanti, ma da metà mese dovrebbe avvenire il tanto atteso cambio di passo. Ci stiamo avvicinando a grandi falcate: gli ultimi dati ci dicono che sono state vaccinate 9mila persone in un giorno nelle Marche e ci avviciniamo alla soglia dei 12mila sieri quotidiani, limite che ci consentirà di raggiungere la cosiddetta ‘Immunità di gregge’ entro tre mesi. Se restano confermate le proiezioni delle forniture, l’obiettivo per luglio è di aver vaccinato almeno 900mila persone. Stiamo cercando di recuperare il terreno perduto. Entro pochi giorni, credo entro la metà del mese, verranno attivati anche gli ‘slot’ per le prenotazioni dei marchigiani tra 60 e 70 anni; prima dobbiamo terminare definitivamente le vaccinazioni per tutte le categorie dei servizi pubblici, dalla scuola alla sicurezza passando per l’area soccorso e sanitari. La nostra priorità, come ribadito anche dal Commissario Figliuolo, restano le fasce più deboli della popolazione e gli anziani sopra 80 anni".

A marzo la macchina ha rallentato anche a causa del caso- AstraZeneca e Saltamartini spiega cosa è successo: "La messa in discussione sull’efficacia e sui presunti danni collaterali del vaccino di Oxford hanno fatto alzare le antenne a molti cittadini. In sede di anamnesi, nel dialogo tra pazienti e medici dentro i centri vaccinali, sono partiti veri e propri tavoli di concertazione sul da farsi, tra rinvii e cancellazioni. Ecco perché ci siamo arenati, ma adesso è tutto ripartito con un nuovo impulso: dalle 9mila somministrazioni di ieri presto balzeremo in testa alla classifica nazionale grazie ai 14 punti vaccinali generali, altrettanti per i fragili negli ospedali e 25 punti coordinati dai medici di base. Il sistema funziona".

A proposito di campagna vaccinale, il direttore generale dell’Asur, Nadia Storti, ha confermato l’avvio delle somministrazioni per la fascia di età tra 60 e 69 anni entro il mese di aprile (tra pochi giorni parte quella per i cittadini tra 70 e 79 anni): "Abbiamo deciso di focalizzare l’attenzione sugli estremamente fragili. Dopo un lieve ritardo, aiuteremo ad implementare il processo ai medici di medicina generale, ma siamo già partiti negli ospedali. Entro domani (oggi, ndr.) attiveremo gli ‘slot’ per i cosiddetti caregiver. Aprile sarà il mese decisivo per raggiungere l’equilibrio, ma ai marchigiani chiedo due cose: comportarsi sempre in maniera responsabile e non accalcarsi fuori dai centri vaccinali per sperare nelle dosi di emergenza".

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