Bologna, 2 marzo 2021 - Allora, l'Emilia Romagna diventa come Arlecchino: tutta colorata. Arancione, arancione scura, rossa. Da giovedì 4 marzo la regione sarà divisa così: due province rosse (Bologna Modena); Reggio Emilia arancione scura insieme a Ravenna, Rimini e CesenaForlì unica romagnola che resta arancione 'normale', insieme a Parma, Piacenza e Ferrara

La zona rossa durerà fino al 21 marzo a Bologna. Lo ha annunciato il sindaco Virginio Merola, dopo la decisione unanime dei sindaci, condivisa dalla Regione che a breve firmerà l'ordinanza. Chiusi anche i nidi e le scuole d'infanzia, oltre alle attività commerciali non essenziali.

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E da giovedì diventerà rossa per due settimane anche la provincia di Modena insieme al capoluogo di regione: "Una scelta necessaria e indispensabile per poter arrestare la diffusione del contagio", dice il sindaco Gian Carlo Muzzarelli.

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Molti ospedali, tanto per cambiare, sono vicini al collasso. Lo abbiamo capito tutti che sarà un marzo duro, probabilmente saranno duri anche aprile e maggio. Resistiamo, stringiamo i denti, aspettiamo l’estate, il caldo che fiacca il virus, ma aspettiamo anche e soprattutto questi vaccini. Come Godot.

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Aspettando Godot, quel signore dell’opera teatale di Samuel Beckett che non arriva mai. Sperando che la rivoluzione nazionale di questi giorni di Draghi (via prima Borrelli e via ieri anche Arcuri) serva davvero per cambiare passo. Perché serve accelerare, davvero, anche in Emilia Romagna. Ieri sono partite le richieste di prenotazioni dei vaccini per le persone fra gli 80 e gli 84 anni e gli appuntamenti (94mila nel primo giorno) sono stati fissati anche ad aprile e maggio. "Vorrei già essere essere al 31 marzo prossimo – aveva detto 15 giorni fa (non 150 giorni fa) Raffaele Donini, assessore regionale alla Salute – quando cioè avremo vaccinato tutti gli over 80 anni della Regione".

Promessa non mantenuta, il Covid spesso e volentieri si divora in un minuto i proclami dei nostri amministratori. Il guaio è che avanti di questo passo ci vaccineremo tutti chissà quando. Gli over 80 da Piacenza a Rimini, eccezion fatta per coloro che risiedono nelle case di riposo e quelli che ricevono assistenza domicilare, sono quasi 370mila. Dal 15 febbraio ne abbiamo non vaccinati ma punturati (una sola dose) 60mila.



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Se tanto mi dà tanto, si chiuderà il primo ciclo a fine maggio, ma a qualcuno mancherà ancora la seconda dose. Ieri non sono mancate le polemiche per queste prenotazioni a lunga scadenza, per le solite attese a volte ingiustificate e ingiustificabili, ma il problema dell’Emilia Romagna è il problema di tutti. Abbiamo pochi vaccini e vacciniamo comunque poco e male. In questo momento (a più di due mesi dal via) solo 140mila emiliano romagnoli sono a posto: ma nel territorio siamo 4 milioni e 500mila abitanti e avanti così impiegheremmo più di 5 anni.

Ma siamo certi che non andremo avanti così, la musica cambierà, in Emilia Romagna, come in tutta Italia (dove la maggioranza delle regioni, va detto, è messa assai peggio di noi), Dieci giorni fa Donini annunciò che per marzo erano attese 472mila nuove dosi, un bel malloppo. Stringiamo i denti, fra un colore e l’altro. Resistere, sì. Esistere.