Una mensa della Caritas (Foto Ravaglia)
Una mensa della Caritas (Foto Ravaglia)

Fano, 3 maggio 2016 - «IN 15 ANNI che lavoro nelle assicurazioni non mi era mai successa una cosa del genere. Credo che si debba sapere dove va il famoso 8x1000». E’ scandalizzato l’impiegato di un’agenzia assicurativa della provincia di Pesaro e Urbino a cui alcune persone di colore si sono rivolte nei giorni scorsi per il preventivo di una polizza auto. «Ultimamente sta capitando qualcosa di molto strano – ci ha scritto l’uomo –. Da un paio di giorni a questa parte un paio di clienti extracomunitari sono venuti a chiederci preventivi di rinnovo R.c.Auto, e fin qui tutto normale... Successivamente tali preventivi sono stati girati alla Caritas di Fano che dovrà pagare a tali persone la polizza R.c.Auto. Sono 15 anni che lavoro in assicurazione e questa cosa non mi è mai successa. Vedremo se la Caritas adesso darà solamente un contributo al pagamento della polizza oppure la pagherà in toto. Credo che si debba sapere dove va il famoso 8x1000».

NELLO STESSO giorno in cui l’arcivescovo di Ferrara si complimentava con monsignor Trasarti per aver evidenziato il rischio di un ‘razzismo di ritorno’ se la politica italiana continuerà a non mettere sullo stesso piano il problema immigrazione con quello della crescente povertà degli abitanti dello stivale... è arrivata in redazione la segnalazione che conferma quella tesi. Ma la replica di Caritas è chiara.

«NOI PAGHIAMO l’assicurazione a tante persone che senza l’auto non possono lavorare – commenta, incredulo, il responsabile della Caritas Diocesana Angiolo Farneti –. Quando uno ha bisogno non guardiamo se è italiano o no, non guardiamo il colore della pelle né la religione. I punteggi sono quelli, per tutti, determinati dall’Isee. Se il signore non vuole dare l’8x1000 agli stranieri, quei soldi se li tenga pure. La Caritas di Fano dà, più o meno, 3mila euro a settimana di aiuti economici. Non solo polizze auto ma anche affitti, condomini e bollette. Non mi sembra una cosa di cui vergognarsi, anzi noi ci vantiamo di riuscire ancora a far fronte a queste emergenze. Altrimenti ora ci sarebbero per strada non solo auto senza assicurazione ma anche tante persone. Perché la situazione nel nostro Paese è drammatica. Non capisco come facciano Renzi & Co.a dire che sta migliorando. Anche a Fano la situazione è da suicidio o da furto. La gente non se ne rende conto perché l’aiuto è silenzioso: ‘non sappia la destra cosa fa la sinistra’. Noi garantiamo anche i ‘Prestiti speranza a tasso zero’ ai non bancabili....».

OLTRE 260 volontari impegnati (senza considerare parroci, viceparroci, religiosi e religiose), 20 punti di ascolto per oltre 210 ore mensili, 27 luoghi di distribuzione alimenti e 21 per gli indumenti usati. Più di 2.300 le famiglie seguite. Sono questi i numeri del Centro di Ascolto Caritas diocesano. Il 15% di quanti accedono al servizio dichiarano di non avere una dimora stabile. La motivazione principale che li spinge lì è un bisogno di tipo economico (73,8% dei bisogni totali: 37,1% italiani – 36,7% stranieri). Negli ultimi 4 anni seppure le persone fisiche in termini di valore assoluto siano aumentate di poco è significativo il raddoppio dei passaggi (ovvero più accessi per la stessa persona).