Fano, 5 luglio 2018 - Ha bruciato alle videoslot quasi tutti i risparmi della vita dell’anziana che assisteva. Non avrebbe neppure fatto la fatica di sfilarle i soldi dal portafoglio. Ha usato direttamente il bancomat della vittima. A inchiodare la badante col vizio del gioco, S.M., 40enne fanese, residente a Cattolica, ci sarebbero le immagini delle telecamere della sala giochi di Fano, oltre che le fotocopie del documento di identità della donna. Documento richiesto alla cassa, quando al posto del cash, il cliente si presenta a puntare col bancomat. Sono stati gli uomini della Guardia di Finanza di Fano a smascherare la presunta badante infedele. A farli mettere sulle sue tracce, la segnalazione della figlia dell’anziana (una 75enne di Fano), la quale, avvisata dalla banca, aveva notato movimenti sospetti e soprattutto un’emorragia di soldi continua sul conto corrente della madre.

In tutto, la 40enne si sarebbe intascata più di 130mila euro di extra, oltre alle 7/800 euro di stipendio mensile che avrebbe continuato a incassare dall’anziana datrice di lavoro. La badante è stata iscritta nel registro della Procura di Pesaro (pm Valeria Cigliola) con le accuse di circonvenzione di incapaci e indebito utilizzo della carta bancomat. La 40enne era entrata nella casa di quella coppia di anziani circa 3 anni fa. Era stata assunta perché si occupasse del marito, gravemente malato. Ma anche la moglie, 75 anni, affetta da disturbi psichici, aveva trovato in quella badante, un punto di riferimento.

Tutto è filato liscio per diverso tempo. Fino a quando alla figlia della coppia non è arrivato quell’avviso da parte della banca. Il conto corrente della madre era vuoto. Si è rivolta così alle Fiamme Gialle di Fano. Le quali hanno scoperto che tra marzo 2015 e giugno 2016, sono stati fatti bonifici e prelievi dal conto dell’anziana a favore della badante. Il tutto per più di 130mila euro. Non solo. I finanzieri hanno scoperto che l’emorragia di denaro avveniva anche attraverso il bancomat intestato alla 75enne. È bastato seguire la scia lasciata dai pagamenti per arrivare alla sala giochi di Fano. Dove, gli ulteriori accertamenti, hanno portato a stringere il cerchio sulla badante. La donna avrebbe giocato anche fino a 1000 o 2000 euro alla volta. La tessera del centro slot è risultata intestata all’anziana.

Secondo gli inquirenti, la 40enne avrebbe provato a confondere le acque. Ma l’occhio delle telecamere e pure quello dei dipendenti della sala giochi, oltre che il suo documento di identità, avrebbero indicato lei come unica avventrice. La badante, che è difesa dall’avvocato Monica Olivi, si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Niente sequestri. I finanzieri non hanno trovato nulla da poter mettere sotto sigilli per restituire almeno parte del maltolto alla vittima.