di Vittorio Bellagamba La ripresa del settore calzaturiero si sta concretizzando. Molti indicatori congiunturali illustrati a Milano nel corso della conferenza stampa di Micam in programma dal 19 al 21 settembre in presenza a Fiera Milano Rho sono tornati in territorio positivo. "Auspico che questa edizione di Micam, che si svolgerà in presenza e in assoluta sicurezza, segni la ripartenza per un comparto produttivo determinante per il made in Italy e l’economia del nostro Paese – afferma Siro Badon (nella foto),...

di Vittorio Bellagamba

La ripresa del settore calzaturiero si sta concretizzando. Molti indicatori congiunturali illustrati a Milano nel corso della conferenza stampa di Micam in programma dal 19 al 21 settembre in presenza a Fiera Milano Rho sono tornati in territorio positivo. "Auspico che questa edizione di Micam, che si svolgerà in presenza e in assoluta sicurezza, segni la ripartenza per un comparto produttivo determinante per il made in Italy e l’economia del nostro Paese – afferma Siro Badon (nella foto), presidente di Assocalzaturifici e Micam Milano – e gli ultimi dati economici che tracciano il perimetro del nostro settore ci confortano, evidenziando come anche nel secondo trimestre dell’anno emerga un forte recupero nei principali indicatori dopo l’impennata già registrata a marzo. Un rimbalzo legato soprattutto al confronto con mesi in cui le restrizioni imposte ovunque durante il lockdown avevano fortemente condizionato le attività delle imprese, la distribuzione e i consumi".

In particolare le elaborazioni del Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici mostrano incrementi a doppia cifra sull’anno precedente: aumentano sia la produzione industriale (+13%) che il fatturato (+22%), oltre alla spesa delle famiglie italiane (+17,4%); fa ben sperare l’export (+31,5% in valore). "Allo stato attuale – prosegue –, però, resta ancora elevato il gap coi livelli pre-Covid. Se le vendite estero, grazie al terzismo per le multinazionali del lusso, limitano il divario col 2019 attorno al -5% in valore (ma con un -11% in quantità nei primi 5 mesi), domanda interna, produzione industriale e fatturato restano ancora decisamente al di sotto dei livelli, già peraltro poco soddisfacenti, di due anni addietro (con divari superiori al -15%): per 7 aziende calzaturiere su 10 il fatturato è ancora nettamente inferiore".

Analizzando l’andamento delle esportazioni un dato che fa ben sperare le aziende del Fermano è quello relative alle vendite verso la Russia grazie al +3 5% registrato quest’anno nei primi 5 mesi. Lungi da essere un risultato soddisfacente, in quanto tra il 2013 e il 2019 l’export italiano verso il mercato russo aveva subìto un dimezzamento in valore, costituisce comunque un rapido recupero della situazione antecedente la pandemia si spera possa rappresentare un primo passo verso la ricostituzione degli ordinativi in questo importante mercato. Non mancano le noti dolenti per il distretto marchigiano. Nel periodo tra giugno 2021 rispetto a dicembre 2020 il numero delle imprese è sceso di 61 unità mentre la contrazione del numero degli addetti è stato pari a -1.045.