"Non smettiamo di vivere la città"

Appello del sindaco Ciarpella ai residenti dopo gli ultimi episodi di violenza: "Dobbiamo dimostrarci comunità"

"Non smettiamo di vivere la città"

"Non smettiamo di vivere la città"

Sono stati convalidati gli arresti per il marocchino 34enne e l’egiziano 22enne per la rissa di efferata violenza avvenuta alle prime ore di mercoledì scorso in Piazza Garibaldi e che ha avuto come tragico epilogo la morte del 22enne, Jeddi Obama. A ieri non era stata ancora fissata la data dell’esame autoptico sul corpo di Obama per cui ogni ulteriore sviluppo è rimandato alla prossima settimana. Intanto, amministrazione e Prefettura stanno vagliando ulteriori strumenti giuridici che consentano al sindaco, Massimiliano Ciarpella, di poter adottare le misure atte a garantire la sicurezza urbana. Nel frattempo, i cittadini continuano a fare i conti e a cercare di venire a patti con un episodio di portata gigantesca, sotto ogni punto di vista, che ha offerto un’immagine indubbiamente negativa ma "la mia, la nostra città, non è e non deve essere quella e non mi rassegnerò mai ad episodi del genere" è stata l’incitazione con cui il sindaco Massimiliano Ciarpella ha invitato i cittadini a guardare avanti: "In questi momenti dobbiamo dimostrarci comunità. Capisco la paura, la rabbia, la preoccupazione, non la rassegnazione. Porto Sant’Elpidio non è questa e non lo sarà mai. Non rinunciamo a vivere la città, a riempire le piazze, i parchi, i locali, la spiaggia, a partecipare ad iniziative, piccole e grandi che siano, a incontrarci, a stare insieme" ha aggiunto il sindaco, ricordando che "ogni giorno ai tavoli con le forze dell’ordine, rappresento la preoccupazione di cittadini che non vogliono essere ostaggio di soggetti dediti ad attività illecite e condotte violente. Ho chiesto una risposta energica alle istituzioni". Una risposta che, è tornato a insistere Ciarpella (auspicando il sostegno anche di chi è critico), dovrebbe passare anche "attraverso la, non più rinviabile, istituzione di un presidio fisso e strutturato delle forze dell’ordine in città". E anche in questo frangente, un decalogo di richieste per dare risposte ai cittadini lo presenta anche Confabitare, reiterando richieste presentate già da tempo: "Presidio fisso o mobile nelle aree a maggior rischio, anche ricorrendo a camper in dotazione alle forze dell’ordine; estensione del programma ‘strade sicure’ almeno alle città di Fermo, Porto Sant’Elpidio e Porto San Giorgio con l’utilizzo degli uomini dell’Esercito; blocco delle autorizzazioni amministrative per alcune tipologie merceologiche in aree circoscritte, potenziamento della videosorveglianza".

m.c.