L’uomo denunciava gli episodi alla polizia ma poi ritirava la querela
L’uomo denunciava gli episodi alla polizia ma poi ritirava la querela

Fermo, 21 febbraio 2021 - Le vittime dei maltrattamenti in famiglia, come è ormai noto, sono principalmente donne mentre gli autori sono, nella maggioranza dei casi, partner o ex partner, siano essi mariti o compagni. Capita, talvolta, che le parti si invertano e che la vittima dei soprusi sia l’uomo. È il caso, recentemente affrontato, di una moglie che maltrattava il marito e al quale ha provocato ripetutamente lesioni, con tanto di minacce di morte. Comportamenti che hanno fatto finire la donna in manette. La vicenda è iniziata circa un anno fa a Fermo, per poi spostarsi geograficamente a Porto San Giorgio ed infine a Porto Sant’Elpidio, dove i coniugi hanno spostato ogni volta la loro residenza.

Lei è una 50enne originaria dell’Est Europa, che ogni tanto alza il gomito, lui un fermano di una decina di anni più anziano. Il marito, nell’ultimo anno e mezzo, è stato in diverse occasioni colpito dalla moglie con oggetti di uso domestico, gravemente minacciato anche arnesi da taglio ed aggredito verbalmente anche davanti ad altre persone. La vittima ha subito e sopportato le angherie con la speranza di tentare di ricostruire una, almeno apparente, serenità familiare, ma la donna ha perseverato nei sui comportamenti. In alcune occasioni l’uomo aveva deciso di lasciare temporaneamente l’abitazione familiare, confidando che il distacco avrebbe convinto la donna a calmare i propri comportamenti violenti. Alcune volte, sfiduciato, aveva dovuto richiedere l’intervento della polizia e gli operatori avevano faticato non poco per pacificare gli animi, segnalando poi la situazione ai servizi sociali.

Nei momenti di sconforto l’uomo aveva anche presentato denuncia per i maltrattamenti subìti, ritirandole dopo qualche giorno sempre con la stessa speranza di una pacifica convivenza. Ma ogni intervento dei poliziotti, ogni denuncia, benché ritirata, e gli approfondimenti investigativi della squadra mobile hanno costituito gli elementi attentamente valutati dall’autorità giudiziaria per l’emanazione di un primo provvedimento che ha disposto l’allontanamento della donna dalla abitazione di famiglia ed il divieto di avvicinamento e di comunicazione con il coniuge. Nonostante il provvedimento, la donna ha continuato le vessazioni violando con i suoi comportamenti le prescrizioni, avvicinandosi all’uomo, convincendolo a farla entrare nell’appartamento, sottraendogli le chiavi di casa, minacciandolo di gravi conseguenze fisiche e minacciando altresì persone che gli erano vicine. Ieri, dopo l’ennesimo comportamento violento, l’autorità giudiziaria ha deciso l’aggravamento delle misure, disponendo la custodia cautelare in carcere della donna.