La polizia a Lido Tre Archi (foto Zeppilli)
La polizia a Lido Tre Archi (foto Zeppilli)

Fermo, 4 settembre 2021 - Aveva pestato la turista torinese che aveva avuto il coraggio di fotografarlo mentre spacciava e di denunciarlo pubblicamente in un’assemblea dibattito organizzata dal Comitato residenti Tre Archi per discutere dei problemi del quartiere. Al secondo tentativo la polizia di Fermo lo ha catturato, espulso e condotto in un centro per il rimpatrio, da dove farà ritorno nel suo Paese natio. Nella rete degli uomini della questura è finito un pluripregiudicato marocchino di 33 anni che è stato arrestato ieri a Porto Sant’Elpidio e sorpreso con addosso un coltello e un cacciavite. Nel suo lungo curriculum criminale, costellato di furti e traffici di droga commessi in Piemonte, in Emilia Romagna, e nelle Marche, con particolare accanimento nei comuni della costa marchigiana e romagnola, ci sono numerosi reat i predatori, furti in abitazione, furti su auto, furti con destrezza talvolta degenerati in rapina per la resistenza della vittima.
 

Pagine di ‘precedenti’, decine i reati predatori e spaccio di droga per il 33enne marocchino, clandestino in Italia e già colpito da ben quattro decreti di espulsione sia nel nord Italia che nella nostra regione, ai quali non aveva ottemperato continuando pervicacemente a delinquere fino a ieri. L’ultimo atto della sua lunga carriera criminale in Italia gli però costato caro: lo scorso 24 agosto aveva gravemente minacciato la turista e quindi l’aveva colpita con un pugno facendola finire in ospedale.

Nel pomeriggio, rintracciato in brevissimo tempo dai poliziotti, si era consumata la sua ennesima fuga, agevolata prima da un nordafricano sottoposto alla sorveglianza speciale e poi dall’aggressione agli agenti in servizio con lo spray al peperoncino e dal lancio di bottiglie da parte di un gruppo di connazionali, tre dei quali arrestati in flagranza. Dopo il suo peregrinare sul territorio nazionale il 33enne si era stabilito da qualche mese a Lido Tre Archi, contando sul supporto di alcuni connazionali che lo utilizzavano come manodopera per i loro interessi illeciti e che gli fornivano protezione, come avvenuto in quel 24 agosto. Ma la fuga guadagnata nei momenti di tensione di quel martedì pomeriggio è durata poco.
 

La polizia, nel pomeriggio di ieri, ha individuato il nordafricano a Porto sant’Elpidio mentre stava rovistando all’interno di uno zainetto vicino alle auto in sosta. I poliziotti hanno proceduto alla sua identificazione, alla perquisizione personale - che ha portato al rinvenimento e sequestro di un cacciavite e di un coltello a scatto utilizzati per forzare porte di abitazioni e portiere di veicoli ma potenzialmente anche per minacciare le sue vittime - lo hanno accompagnato in questura e messo a disposizione dell’Ufficio immigrazione per il rimpatrio.