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3 apr 2022

Quattromila chilometri di solidarietà

Volontario dell’Azione Cattolica di Piane di Montegiorgio raggiunge l’Ucraina con un carico di beni

Il furgone carico di scatoloni
Il furgone carico di scatoloni
Il furgone carico di scatoloni

Un viaggio di circa 4.000 chilometri per dare sostegno alle famiglie ucraine in fuga dalla guerra, incontrando volti segnati da tragedie e distruzione. E’ questo il racconto di Marco Sollini, volontario dell’associazione giovani Azione Cattolica San Paolo di Piane di Montegiorgio, da pochi giorni rientrato a casa.

La spedizione che fa parte di una massiccia operazione di solidarietà che vede impegnate anche Comune e Misericordia di Montegiorgio, è partita il 27 marzo trasportando su un Ducato Maxi circa 1.600 chili di materiale fra beni alimentari, indumenti e medicinali. "Fra andata e ritorno con i vari spostamenti abbiamo percorso circa 4.000 chilometri – racconta Marco Sollini – dopo una sosta a Roncade dove ci siamo riuniti alla colonna dell’associazione ‘Time4life’ abbiamo attraversato la Slovenia, pernottato vicino Budapest e raggiunto Sighetu (Romania) al confine con l’Ucraina dove abbiamo scaricato abbigliamento e alimentari in un orfanotrofio che svolge attività di prima accoglienza per i profughi ucraini che arrivano in qualsiasi momento della giornata. Poi ci siamo spostati in un Centro gestito da suor Bianca, che si occupa di raccogliere i medicinali che una famiglia del posto distribuisce in Ucraina fornendo assistenza diretta dove c’è bisogno. Qui nessuno parla italiano o inglese, fatta eccezione per suor Bianca, il più delle volte comunicavamo a gesti".

Il giorno successivo è arrivato l’impatto più vero con gli effetti della guerra fra Russia e Ucraina.

"La mattina dopo abbiamo raggiunto la dogana che unisce sighetu a Solotvino (Ucraina) dove si trova il ponte dei giocattoli. La popolazione ha legato giocattoli ai lati del ponte che, vengono raccolti dai bambini in fuga dall’Ucraina che non avevano potuto portare nulla. C’erano molte famiglie, principalmente donne, nonne con figli e nipoti dato che gli uomini ucraini dai 18 ai 60 anni non possono lasciare il paese. Molte di loro hanno fatto un viaggio di 48 ore senza mai dormire con mezzi di fortuna, una donna ha raccontato di aver perso tutto". Si sta lavorando per una terza spedizione che dovrebbe partire il 10-13 aprile.

Alessio Carassai

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