Vittoria Spataro
Vittoria Spataro
Il regno di Vittoria Spataro è sulla fascia, a difendere, a correre tanto, con tutto il carattere e la femminilità che porta addosso. Il cielo della fermana Vittoria, classe 2006 si è da poco colorato di azzurro, la giovane calciatrice è stata scelta per giocare a Roma, nelle fila della Lazio, dopo anni di gavetta, di partite, di allenamenti, a conquistare lo stesso spazio dei colleghi maschi. Fino a poco tempo fa il calcio non era uno sport per donne, ragazze come Vittoria hanno saputo conquistare un posto al...

Il regno di Vittoria Spataro è sulla fascia, a difendere, a correre tanto, con tutto il carattere e la femminilità che porta addosso. Il cielo della fermana Vittoria, classe 2006 si è da poco colorato di azzurro, la giovane calciatrice è stata scelta per giocare a Roma, nelle fila della Lazio, dopo anni di gavetta, di partite, di allenamenti, a conquistare lo stesso spazio dei colleghi maschi. Fino a poco tempo fa il calcio non era uno sport per donne, ragazze come Vittoria hanno saputo conquistare un posto al sole, senza rinunciare ad un filo di trucco e ai capelli lunghi. In questi giorni Vittoria è per metà a Roma e per metà a Fermo, dove studia al liceo scientifico, indirizzo ovviamente sportivo. Mamma Silvia Remoli racconta la storia di una passione che oggi è diventata una cosa seria: "Faceva le elementari Vittoria quando ha voluto cominciare a giocare a calcio, insieme col fratello e con altri maschi. Per anni la doccia se l’è fatta negli spogliatoi degli arbitri, si tagliava i capelli per non sentirsi diversa dal gruppo e per il resto si allenava con tutti, con una grinta incredibile. Noi non abbiamo potuto fare altro che seguirla, appoggiarla". Ha giocato a Fermo, in origine alla Firmum, alla Fermana, a Jesi, a Fano, e intanto il suo nome cominciava a circolare negli ambienti che contano per il calcio femminile. La volevano tante squadre, ha scelto la Lazio: "Per via di Carolina Morace, il suo idolo, spiega ancora Silvia, ci ha fatto girare l’Italia per incontrare le calciatrici, per vedere partite, per vivere questa sua passione. Per il suo compleanno ci chiedeva di andare ad una partita di Serie A femminile, ha incontrato le giocatrici della nazionale, aveva le gambe che tremavano dall’emozione. Il calcio è qualcosa che è nato con lei, ha lottato ma ha saputo anche conservare la sua storia, la sua identità e alla fine vincere e trovare uno spazio".

Prima dei 16 anni non potrà stabilirsi da sola a Roma, la famiglia si sta già organizzando per custodire, insieme a Vittoria, un sogno. Lei intanto è felicissima, ha aperto la strada a tante altre ragazze a Fermo, dopo di lei il calcio è diventato uno sport anche per donne e vedere una bambina in calzoncini e tacchetti non è più strano, per nessuno. "Il suo gioco è molto fisico, sorride mamma Silvia, corre tanto, difende con grinta e sorride sempre, la felicità la trasmette anche a noi che siamo pronti a fare sacrifici per aiutarla". Vittoria intanto va veloce, lei la sua sfida l’ha già vinta, ha dimostrato che alle ragazze niente è vietato, basta solo provarci e lo spazio poi si trova.

Angelica Malvatani