Da destra Ferdinando Alberti, Vittorio Ferraresi, Elio Lannutti, Alessio Villarosa e Danie
Da destra Ferdinando Alberti, Vittorio Ferraresi, Elio Lannutti, Alessio Villarosa e Danie

Ferrara, 21 febbraio 2016 - "Le responsabilità di Bankitalia sono evidentissime: non ha vigilato con diligenza, sapeva tutto ma si è resa complice di una truffa colossale a danno delle famiglie». Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef ed autore di un libro diventato ormai un best-seller (La Banda d’Italia), è tranciante: ospite e protagonista del primo incontro promosso dal Movimento 5Stelle alla Sala della Musica, non ha dubbi.

«Sono stati addossati rischi altissimi agli acquirenti delle obbligazioni, ben sapendo che sarebbero finite in mano soprattutto alle famiglie. Così è stato minato uno dei pilastri del Paese, il risparmio». Ed il crollo è solo iniziato: «Il sentimento di sfiducia è totale, i cittadini ritirano i soldi dalle banche e si alimenta anche la speculazione». C’è solo una via per tamponare una ferita gravissima: «Rimborsare tutto, rimborsare tutti», afferma Lannutti. Chiarendo però di non essere un visionario: «Il risarcimento è possibile – spiega –; piuttosto che l’elemosina degli arbitrati, che saranno peraltro affidati a persone che provengono da Consob e Bankitalia con la ‘foglia di fico’ di Cantone, le coperture possono essere trovate alzando il valore delle sofferenze, messe in vendita ad un valore ridicolo del 17%».

Se già oltre un anno fa un fondo inglese (Anacap) aveva offerto il 28-30% per le ‘sofferenze’ di Banca Etruria, «ora basterebbe portare quelle delle quattro banche al 25% per avere i soldi necessari a risarcire tutti gli obbligazionisti». Per gli azionisti invece la strada è quella dei ‘warrant’, come ipotizzato per Carife nella proposta di intervento del Fondo Interbancario.

Altrettanto netti i 5 Stelle: «Questa vicenda presenta un mix formidabile di colpe – tuona il deputato Vittorio Ferraresi –; Carife è stata l’agnello sacrificale, fino al commissariamento a Bankitalia è sembrato interessare ben poco della gestione, con i suoi problemi ed i suoi errori. Poi tutto è stato addossato ai risparmiatori, ed agli amministratori che pure hanno sbagliato». Sferzate anche al governo, al Pd e su scala locale a Tagliani: «Scenda in piazza anche lui, vada a manifestare assieme ai suoi concittadini», conclude il grillino.