LE ZONE CRITICHE Secondo la Fiab le aree più colpite sono la zona del Castello, piazza Municipale, piazza Ariostea e via Cortevecchia
LE ZONE CRITICHE Secondo la Fiab le aree più colpite sono la zona del Castello, piazza Municipale, piazza Ariostea e via Cortevecchia

Ferrara, 27 aprile 2019 - Ferrara sempre più città delle biciclette? Sì, ma rubate.  Zona Castello, piazza Municipale, così come le centralissime via Contrari, via Carlo Mayr e via Cortevecchia, non sono che alcuni dei luoghi incriminati, dove le bici, anche in pieno giorno, vengono carpite ai proprietari. Le vittime non sono solo cittadini, ma spesso ignari visitatori. Da ultimo il furto in pieno centro di una bici elettrica del tour operator Girolibero, ai danni di un turista a Ferrara.

«Un vera e propria tragedia» evidenzia Stefano Diegoli presidente di Fiab Ferrara (Federazione italiana ambiente e bicicletta), con furti e scassi che per l’organizzazione ambientalista hanno dirette implicazioni sull’economia della città. Presi di mira, infatti, non sono solo le vie più buie e dimenticate. «I furti avvengono in pieno centro – continua Diegoli – in piazza del Municipio, in particolare di fronte a Informagiovani, sotto al portico dell’Upim o nella seconda parte di via Garibaldi, verso via Cassoli, ma anche in piazzetta della Repubblica, davanti alla biblioteca Ariostea, alle università, i licei e in generale tutto il centro storico, dove non si può assicurare il telaio allo stallo del portabici. Ai dipendenti dell’Asp in via Ripagrande, dopo i continui furti, hanno fornito un parcheggio interno».

«Un problema a livello sociale» spiega il presidente Fiab, esasperato. «Un anno fa sono state rubate altre due bici elettriche di Girolibero, che da anni è nel giro dei tour operator che lavorano in città, senza contare le bici rubate ogni giorno. A livello economico e turistico, non dare sicurezza ai visitatori è la cosa peggiore che possiamo fare, si danneggia l’immagine del nostro territorio». Per Fiab, il problema è legato ai controlli. «Ci sono almeno una quarantina di posti dove quotidianamente vengono rubate, a qualsiasi ora – aggiunge Diegoli – posti spesso sotto gli occhi di tutti, i ladri operano tranquilli, nessuno li vede, c’è carenza di controllo eppure un implemento di forze per monitorare e coglierli sul fatto non viene richiesto». Un dato preciso sui furti Fiab non ce l’ha, ma quello che percepisce dalle segnalazioni è che siano «cresciuti in maniera esponenziale». È stato creato anche il gruppo Facebook ‘Bici Rubate Ferrara - segnalazioni, avvistamenti e consigli’.

«Il problema – sottolinea – è che da un lato è tornato l’uso dell’eroina a Ferrara e il bisogno di fare soldi facili, dall’altro sono tanti quelli che non sono disposti a spendere più di venti euro per una bici, e chi può vendere una bici a quel prezzo?». Quanto ai turisti, «non ci sono strutture sicure dove lasciarle, partendo dalla stazione» e per i cittadini, continuamente sul chi va là, «il rischio è quello di scegliere le auto». È stato chiuso anche l’Ufficio biciclette dell’assessorato alla Mobilità, «unico in Italia che censiva e dava supporto». Ferrara non è più la città delle biciclette? «È il momento di dire basta» conclude Fiab, che propone ora di trovarsi con altre associazioni, imprenditori e persone che hanno a cuore la realtà economica cicloturistica «per creare un progetto da presentare presto in Comune».