Ferrara, 18 febbraio 2020 - "Vi amiamo! Forza Wuhan, forza Cina! Uniti si vince". Impettiti e fieri davanti alla telecamera, Fabio ed Elena fanno capolino dietro le bandiere, il tricolore e quella rossa della repubblica popolare, che quasi coprono i loro volti. Undici e dieci anni, i due giovanissimi ferraresi sono protagonisti di un video di solidarietà ai propri coetani cinesi, e di rassicurazione per gli amici che con loro frequentano i corsi del Centro Interculturale Italo Cinese di Ferrara.

"Da qualche settimana i miei figli mi raccontavano, con una certa costernazione, che alcuni bambini hanno smesso di frequentare la scuola, in qualche modo per la psicosi del Coronavirus – racconta Graziella Tiro, mamma dei due ragazzini –; e loro, legatissimi a questa attività che li appassiona, volevano contribuire ad allentare la morsa della paura e del pregiudizio". Così Fabio, alunno della prima media al Bonati, si è impegnato nella sceneggiatura e nel soggetto; Elena, allieva di quinta alla Govoni, si è prestata volentieri al ruolo di testimonial. Il testo è opera del fratello maggiore: "Buongiorno, ci chiamiamo Fabio ed Elena, siamo italiani, di Ferrara. Frequentiamo la scuola elementare e abbiamo molti amici cinesi".

La pronuncia è ineccepibile, Fabio si mostra più spavaldo nel suo ‘discorso alla nazione’, Elena annuisce e sorride. Entrambi, racconta mamma Graziella, "sono appassionatissimi dello studio della lingua cinese, al punto che non vedono l’ora che arrivi la domenica pomeriggio per andare in via Goretti, dove si tengono le lezioni". Qui, oltre a studiare con profitto il cinese ("sono già a proprio agio con la scrittura a ideogrammi", sottolinea con orgoglio la mamma), hanno stabilito belle amicizie con gli altri ragazzini che frequentano i corsi, e con l’adorato ‘Maestro Wu’, come chiamano il loro insegnante. E proprio a Wu Qifa, il docente del Centro Interculturale, avevano chiesto inizialmente in che modo avrebbero potuto contribuire a spezzare il clima di paura e pregiudizio: "Mi raccontano di aver sentito qualche battuta, a scuola, nei confronti dei cinesi – prosegue Graziella –, e conoscendone l’indole accogliente, temevano che questo atteggiamento potesse colpirli oltre il giusto".

Eccoli dunque dietro la telecamera, in un cinese già fluente (Fabio ed Elena frequentano i corsi da quasi tre anni): "Stiamo studiando la vostra lingua, perché un giorno vorremmo andare in Cina". Oltre che per visitare le città e i monumenti, aggiungono con fare furbetto, perché "sappiamo pure che in Cina possiamo trovare tanto cibo squisito". Con il simpatico videomessaggio, Fabio ed Elena contano di riconquistare la fiducia di qualche amichetto che si è allontanato, momentaneamente, dalla scuola; e attraverso la rete e i social network, far capire che le notizie allarmanti di queste settimane "non possono radicarsi nel pregiudizio", conclude la mamma. Semplice spettatrice, però: perchè il video, già inevitabilmente ‘virale’, è opera dei due bambini.