Lara Salicini, gommista di Portomaggiore
Lara Salicini, gommista di Portomaggiore

Ferrara, 30 novembre 2018 - «Anche noi venerdì notte siamo stati visitati dai ladri e ci hanno rubato parecchi pneumatici. E adesso ho paura a rimanere da sola in officina dopo l’orario di chiusura». La gommista portuense Lara Salicini è preoccupata per l’escalation di criminalità in attività imprenditoriali simili alla sua (è uno dei gommisti più importanti del territorio), anche a seguito del tentativo di furto finito nel sangue in provincia di Arezzo, dove un gommista toscano esasperato ha sparato contro il ladro che si era introdotto nell’officina e l’ha ucciso: ora rischia l’incriminazione per eccesso di legittima difesa. La loro attività, tra Portomaggiore e la frazione di Ripapersico, lo scorso fine settimana è stata saccheggiata da una banda specializzata che si è portata via circa seimila euro di valore, tra gomme, contanti e computer. Non ha però intenzione di dormire all’interno dell’officina come il gommista toscano.

«Non intendo arrivare a questo punto, però installerò un sistema di allarme abbinato alla video sorveglianza. Armarmi? Ci avevo pensato cinque anni fa, quando subii il primo furto. Ero intenzionata ad andare a San Marino, dove le armi costano meno e sono più accessibili, poi ci ho rinunciato, anche perché non ho la stoffa da pistolero». Lara Salicini si schiera dalla parte del gommista aretino. «Gli esprimo solidarietà, gli sono idealmente vicino. Sono anche soddisfatta dell’approvazione della legge sulla sicurezza; anzi, andava approvata anche prima». Poi riavvolge il nastro del furto subì in azienda. «Avevo avuto un presentimento – ricorda Lara Salicini, figlia del proprietario – il giorno prima era venuto in officina un uomo alto, con una faccia poco raccomandabile, mai visto in giro; aveva chiesto un preventivo, ma avevo notato che si guardava in giro con fare furtivo. L’ho raccontato anche ai carabinieri, che sulla base di queste segnalazioni hanno fatto un identikit».

La scoperta del furto il mattino dopo, non nel magazzino ma nell’ufficio. «Sono entrata e ho visto che c’era qualcosa fuori posto. Poi la brutta scoperta: mi hanno rubato la cassa per le spese di ordinaria amministrazione (circa 300 euro), ma soprattutto hanno rubato il cellulare con tutti i contatti e il computer, che all’interno ha il registro dei fornitori e dei clienti». Il danno più grave sono gli pneumatici. «Hanno rubato oltre cinquanta pneumatici, un valore superiore ai cinquemila euro. Hanno concentrato l’attenzione su quelli di piccole dimensioni, per le utilitarie».