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13 apr 2022

La donna uccisa a colpi di coltello Ancora un mistero la sua identità

Il cadavere trovato nel borsone presenta alcune ferite, è in acqua da non più di tre settimane. Non sono ancora arrivati i risultati del dna, la decapitazione è avvenuta dopo il decesso

mario tosatti
Cronaca

di Mario Tosatti

Cadavere nel Po, la donna è stata uccisa con un’arma da taglio. S’infittisce il giallo. Si tratta di uno degli elementi che trapelano dalle indagini condotte dalla procura della Repubblica di Rovigo, con i carabinieri sul cadavere ritrovato la mattina del 4 aprile lungo il Po. Dal corpo della donna è stato estratto il Dna, al momento il profilo non è ben chiaro. La donna, di carnagione chiara e sui 30 anni, è deceduta di recente non oltre le tre settimane La morte per alcune ferite inferte con un’arma da taglio (non è ancora chiaro quale possa essere stata utilizzata). Nel borsone nero c’era il busto, la testa e le mani sono state amputate. La decapitazione è stata eseguita dall’omicida dopo il decesso. E’ presumibile che sia avvenuta per impedire l’identificazione della donna. Il punto del macabro ritrovamento è in prossimità del ‘Parco della rotta’ ad Occhiobello sulla sponda del fiume Po, luogo simbolo dove si verificò la rottura degli argini sotto l’onda della piena dell’alluvione. La cronaca di questa terribile vicenda è iniziata nella mattinata di lunedì 4 aprile. A fare la terribile scoperta un dipendente dell’Aipo, Davide Martini. Era con un collega sulla imbarcazione durante un monitoraggio della sponda del fiume. A catturare la sua attenzione sono stati alcuni lembi di un vestito che uscivano dalla sacca e un forte odore. Nei giorni successivi è stato effettuato l’esame autoptico con i primi riscontri. Le indagini hanno escluso i profili, emersi inizialmente, di alcune donne scomparse da tempo. Tra queste Isabella Noventa, 55 anni uccisa il 15 gennaio 2016 a Noventa Padovana (Padova). Il fratello Paolo Noventa, arrivato ad Occhiobello, ha confermato che non poteva trattarsi di lei. Altro caso quello di Samira El Attar, 43 anni uccisa dal marito e scomparsa da Stanghella (Padova) il 21 ottobre 2019 e Saman Abbas, la giovane pachistana scomparsa da Novellara (Reggio Emilia) il 30 aprile 2021. Tra le ultime ipotesi il caso di Adreea Alice Rabciuc, 27 anni di origini rumene. La ragazza era scomparsa il 12 marzo scorso, dopo una festa in un casolare di Castelplanio (Ancona). I prossimi giorni saranno importanti per riesaminare tutti gli elementi in possesso degli inquirenti, tra cui anche il vestito colorato indossato dalla donna, oltre a ricercare tra la banca dati delle persone scomparse un profilo che si avvicini a quello fin qui acquisito. Le indagini stanno proseguendo in maniera serrata per risalire all’identità della donna.

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