Maria Elena Fabbrini, classe ’90, padovana d’origine ma ferrarese d’adozione
Maria Elena Fabbrini, classe ’90, padovana d’origine ma ferrarese d’adozione

Ferrara, 20 marzo 2021 - Riscoprire e valorizzare il Made in Italy, dopo anni di soggiorni, studi e lavori all’estero. Proprio a ridosso del lockdown. Agli ingredienti ci aggiungiamo la giovane età, una forte determinazione e la volontà di mettersi in gioco. Maria Elena Fabbrini, classe ’90, padovana d’origine ma ferrarese d’adozione, ha scommesso su se stessa. E, in particolare, su uno dei settori che in questo momento storico sta maggiormente soffrendo: il turismo. Ma lo ha fatto a modo suo, fondando la start-up Nest. Grazie a questa intuizione, Fabbrini è stata annoverata dalla rivista Forbes fra i trentenni più talentuosi del nostro Paese. Dopo gli studi (al liceo Ariosto, poi a New York, una fuga a Chelsea in una galleria d’arte, infine la laurea all’università Les Roches di Marbella), diverse esperienze lavorative prestigiose a partire dall’Harry’s Bar, ha deciso di mettersi in gioco scommettendo su questa nuova sfida in un momento complicato per tutti.

Maria Elena, come si fa a descrivere in poche parole l’esperienza di Nest?
"Partirei dalla definizione: Nest significa nido. Che in qualche modo è la dimensione che ognuno di noi sogna e cerca attorno a se. Trasferire questo concetto nelle destinazione, nelle esperienze, nel design, nella cucina, valorizzando il Made in Italy è la mia missione. E l’ho maturata a seguito di tante esperienze che ho fatto all’estero. Il nostro target è quello delle residenze private (magari con un occhio all’arte, alla manifattura di alta qualità artigianale), oppure agli hotel di nicchia, molto esclusivi. Partendo da un concetto molto semplice: il lusso è uno stato mentale modellato sulla base della sensibilità di ognuno di noi. Quindi con Nest, i nostri clienti potranno svolgere soggiorni da sogno in posti super esclusivi, scelti sulla base dei loro gusti e delle loro predisposizioni".

Può fare qualche esempio?
"Abbiamo sottoscritto ad esempio convezioni con residenze private in Toscana (nelle quali ci si può trattenere, immersi nell’arte), in Sicilia, in Puglia. Un altro tipo di opzione che offriamo è quella precipuamente dedicata ad esperienze in gallerie d’arte, residenze ricolme di opere di artisti che il cliente preferisce. L’ultimo asset, seppur non il core business, è legato al negozio online di prodotti food & beverage, oltre che di design rigorosamente made in Italy".

La vera eccellenza italiana, tuttavia, è la cucina.
"Per questo abbiamo pensato a un ‘brand nel brand’ che è ‘Tavolata’. Si tratta sostanzialmente di un nuovo modo di vivere un pranzo ma soprattutto una cena. Ovviamente centrale è l’aspetto culinario. Ma i commensali, trattandosi di location esclusive (vigne, residenze esclusive, gallerie d’arte o all’interno di un faro), avranno l’opportunità di assorbire le suggestioni di un’esperienza unica. Sentirsi a casa, ovunque in un posto meraviglio designato tra le location italiane. La mia idea è quella di trasferire questa esperienza in tutto il mondo".

Ma, in un periodo storico così complicato, come le è venuta l’idea di sviluppare un’azienda legata all’hospitality?
"Prima di tutto perché sono un’inguaribile positiva. E, ancor di più, perché occorrerà essere pronti una volta usciti da questa pandemia, a ripartire".

Cosa intende dire quando dice che occorre essere pronti?
"Dopo un così prolungato momento di chiusure, le persone non vedranno l’ora di muoversi. E, credo, a farla da padrone sarà il turismo, specie di prossimità. Nest ha l’ambizione di raccogliere proprio questa domanda. Peraltro sto già lavorando molto per quest’estate, in particolare organizzando ‘Tavolate’, una di queste (a giugno) verrà fatta a Tresigallo allo spazio ‘Sogni’".