Ferrara, 8 settembre 2019 - Il racconto, ieri, neanche 24 ore dopo il salvataggio di una bambina di due anni, tradisce ancora un po’ di emozione. Anche in chi è abituato a intervenire in situazioni di emergenza, come è accaduto nel pomeriggio di venerdì in una Ferrara messa in ginocchio da una bomba d’acqua. L’agente scelto Mauro Cassarelli, in servizio alle Volanti di Ferrara, ripercorre gli istanti che hanno permesso a lui e all’agente in pattuglia con lui, Vincenzo Pastorelli, insieme ai colleghi del reparto Rpc di Bologna, di salvare la vita alla piccolina e a sua madre, entrambe rimaste intrappolate in un’auto seminghiottita dall’acqua che aveva trasformato il sottopasso di via Modena, in una piscina.

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Da chi avete ricevuto la richiesta di soccorso? 

«La madre, quando ha capito che il livello dell’acqua stava pericolosamente salendo, non permettendo loro di uscire, ha avuto abbastanza sangue freddo da telefonare al centralino della sala operativa della polizia per chiedere aiuto».

In quanto tempo siete arrivati?

«Credo in meno di un minuto, avevamo capito che la situazione era veramente pericolosa».

E una volta lì? 

«Abbiamo visto l’auto circondata dall’acqua e un uomo, che poi abbiamo capito essere il padre della piccola, fuori dalla vettura che stava cercando di spingere l’auto. Praticamente impossibile nelle condizioni in cui era finita».

Quindi?

«Beh, in quella situazione c’era poco altro da fare, se non agire. Non abbiamo avuto molto tempo per preparaci od organizzare il soccorso. Il livello dell’acqua era tale che potevamo solo gettarci nell’acqua e raggiungere l’auto. E così abbiamo fatto, senza pensare a togliere pistola, documenti: l’importante era raggiungere quella vettura e gli occupanti rimasti intrappolati».

Poi?

«Siamo dovuti arrivare fino a quando il livello dell’acqua non ha iniziato a lambirci il collo. A quel punto siamo riusciti a raggiungere la vettura e abbiamo recuperato madre e figlia, che erano nel sedile posteriore».

In quali condizioni le avete trovate? 

«Tremavano entrambe, non so se per il freddo, perché l’acqua era davvero gelida, o per la paura. La piccola comunque era spaventatissima. L’abbiamo presa dalle braccia della madre che la teneva in alto e l’abbiamo portata in salvo. Così come la madre».

A parte lo spavento, madre e figlia hanno subito lesioni?

«No. Fatta eccezione per freddo e spavento, no. Non sono neanche state affidate alle cure dei sanitari del 118 che nel frattempo avevano raggiunto il luogo. Le abbiamo riaccompagnati a casa noi».

E' il primo salvataggio che le capita di questo tipo? 

«Con il coinvolgimento di una bambina così piccola sì».

«La squadra Volanti – aggiunge il dirigente di Ferrara, commissario Renato Angeletti – è sempre in ‘prima linea’. Quanto accaduto venerdì pomeriggio è stata, sì, un’emergenza che fortunatamente e per il pronto intervento non ha avuto conseguenze tragiche. Ma gli interventi dell’ufficio Volanti come soccorso pubblico sonoquotidiani e nei settori più disparati della vita del cittadini: dalle liti con i vicini ai gravi episodi dei maltrattamenti in famiglia. Inter venti nei domicili delle persone che sfiorano la media di 30 al mese».