Sono giorni intensi di lavoro per le squadre di Ferrara Tua. Il nubifragio che ha colpito la nostra città lunedì pomeriggio ha creato numerose situazioni critiche che sono in fase di studio. Incalcolabili i rami spezzati dalla furia del vento, ma sono state le cadute degli alberi a creare i maggiori problemi. Su tutti, la sofora del giardino dell’Opera pia Canonici Mattei, che ha sfondato parte del muro di cinta, adagiandosi su Corso Ercole I d’Este. Solo la fortuna ha evitato conseguenze peggiori. "Siamo in lutto – confessa...

Sono giorni intensi di lavoro per le squadre di Ferrara Tua. Il nubifragio che ha colpito la nostra città lunedì pomeriggio ha creato numerose situazioni critiche che sono in fase di studio. Incalcolabili i rami spezzati dalla furia del vento, ma sono state le cadute degli alberi a creare i maggiori problemi. Su tutti, la sofora del giardino dell’Opera pia Canonici Mattei, che ha sfondato parte del muro di cinta, adagiandosi su Corso Ercole I d’Este. Solo la fortuna ha evitato conseguenze peggiori. "Siamo in lutto – confessa Angelo Artioli, amministratore dell’Opera pia – perché si trattava di una pianta storica. Ne abbiamo circa un centinaio e tutte erano state controllate. Sulla sofora erano stati riscontrati alcuni funghi nella parte alta, ma nulla che potesse far presagire la caduta". Ora c’è da riparare il muro. "E’ vincolato dalla Soprintendenza – prosegue Artioli –, come anche le stesse piante, ma non è antico. Nelle prossime ore, insieme al nostro architetto, presenteremo alla Soprintendenza e al Comune un progetto di recupero, che naturalmente sarà a spese nostre".

Nel frattempo prosegue, come già sottolineato, il lavoro delle sette squadre di Ferrara Tua, alle prese con la rimozione di rami ed alberi. Dai sopralluoghi organizzati dagli operatori è emersa la necessità di sistemare – o, in alcuni casi, addirittura abbattere – decine di piante: tra le altre, una sofora in piazzale Giordano Bruno e due in via Paolo V, un pioppo cipressino in Corso Ercole d’Este, uno in via Belvedere, due in Corso Vittorio Veneto, uno in piazza XXIV Maggio, uno nella ciclabile del campeggio, uno in via Ticchioni, tre nel Sottomura di via Caldirolo, uno nel Sottomura degli Angeli, uno in Rampari di San Rocco, tre alla Residenza Caterina, addirittura otto in viale Orlando Furioso, un tiglio in piazzale San Giovanni, uno in via Barbieri ed uno vicino alla Casa del Boia, un frassino in Contrada del Mirasole, un ontano secco in via Borelli, un platano in via Ladino e uno in viale IV Novembre, una robinia in via Padova, una in via Divisione Garibaldina e una in piazzale dei Giochi, un gelso nel Sottomura di via Porta Mare, un salice in via Favero, un prunus in via Banti, uno in via Gorini e uno in via Goretti, un abete in via Franceschini, un acero in via Frutteti ed uno in via Nievo. Una pianta è, poi, caduta su un bus di linea nei giardini del Grattacielo ed un’altra in via Bellonci. Delicata, infine, anche la situazione nei parchi: al Massari è necessaria la piattaforma per un tasso, un ippocastano dovrà essere abbattuto e si valuta la rimozione di una gleditsia, mentre al Parco Urbano sono caduti un melo, un salice e una quercia.

Matteo Langone