Due ‘osservatori di cantiere’ davanti al Paolo Mazza pieni di fiducia
Due ‘osservatori di cantiere’ davanti al Paolo Mazza pieni di fiducia

Ferrara, 4 settembre 2018 - "A gl'a fèn!". Se sulla curva, omaggio agli ultras, spunta la scritta ‘Ovest 12’, sulla gradinata servirà un tributo, analogo, all’altro dodicesimo uomo del Paolo Mazza. L’Umarell. Da settimane, la presenza degli ‘osservatori di cantiere’ è assidua; negli ultimi giorni il presidio si è fatto incessante, massiccio come per le partite clou. Gilet d’ordinanza – pandant del giubbino arancione degli operai –, occhiali scuri per trasfigurare l’identità nel simbolo collettivo, cappellino meglio se col logo di un’impresa edile, braccia tassativamente dietro la schiena. Il pressing sembra quello di Vicari e Cionèk.

«Giochiamo a uomo...», sorride il pensionato, guardando il va e vieni delle maestranze. Si gioca a uomo, ma non mancano neppure le donne, assieme a bambini d’ogni età. C’è il parrucchiere che svicola dal negozio con una scusa, il tabaccaio che dice ‘passavo di qua’, anche se il qua sarebbe di là, il nonno che cresce il nipotino a Nutella e betoniere, l’anziano che esce da un funerale all’Addolorata e continua le preghiere di fronte allo stadio. Un po’ perché l’amico trovi pace in cielo, un po’ perché la Spal ospiti, il 16, l’Atalanta.

C’è chi vanta amici nel settore e dispensa dettagli, chi come l’umarells ‘interattivo’ corre alla rete e inizia a spiegare i segreti delle gettate di cemento. Come per le invasioni sulla pelouse del Mazza, anche per lui scatta il ‘daspo’: viene allontanato con fermezza, e invitato a restare, se non a casa, almeno dall’altra parte di corso Piave.

Più di una volta i vigili sono stati allertati perché qualche umarell, sprezzante come un incursore del Col Moschin, si era avvicinato troppo, intralciando il traffico. Lo stesso concetto di proprietà privata, di qui sino all’agognato 16 settembre, è sovvertito: alcuni residenti segnalano umarells mezzi arrampicati su scalette e cancelli, per migliorare la visione prospettica. La passione per la Spal è fremente, ma non solo: «A me piace, da sempre, guardare i cantieri – confessa il quarantenne Federico –: pensa cosa succederà quando andrò in pensione».