di Stefano Lolli Dopo quello di Pfizer-Biontech, in uso ormai da una decina di giorni, è arrivato ieri – prima destinazione Lagosanto – anche il vaccino di Moderna. O meglio, per gli esperti, ’mRNA-1273’ (questa la sigla ufficiale), che inizierà a essere somministrato a partire dai prossimi giorni. Scortato come ormai usuale dalle forze dell’ordine, il vaccino è arrivato all’ospedale del Delta; a ricevere la fornitura Claudio Balboni della direzione medica dell’ospedale, Roberto Bentivegna, direttore del Distrettoi distretto, Elisa Sangiorgi, direzione del servizio Farmaceutico Ospedaliero e Territoriale e Francesca Gentili, responsabile della farmacia del Delta. I vaccini Moderna sono stati distribuiti alle Regioni...

di Stefano Lolli

Dopo quello di Pfizer-Biontech, in uso ormai da una decina di giorni, è arrivato ieri – prima destinazione Lagosanto – anche il vaccino di Moderna. O meglio, per gli esperti, ’mRNA-1273’ (questa la sigla ufficiale), che inizierà a essere somministrato a partire dai prossimi giorni. Scortato come ormai usuale dalle forze dell’ordine, il vaccino è arrivato all’ospedale del Delta; a ricevere la fornitura Claudio Balboni della direzione medica dell’ospedale, Roberto Bentivegna, direttore del Distrettoi distretto, Elisa Sangiorgi, direzione del servizio Farmaceutico Ospedaliero e Territoriale e Francesca Gentili, responsabile della farmacia del Delta.

I vaccini Moderna sono stati distribuiti alle Regioni dando priorità a quelle con il maggior numero di abitanti sopra gli 80 anni. Per la provincia di Ferrara la regione Emilia-Romagna ha predisposto, come primo carico, 15 scatole da 100 dosi di vaccino ciascuna. Attualmente il vaccino Moderna viene somministrato in due dosi, analogamente a quanto avviene con quello di Pfizer, ma con uno stacco di 28 giorni dalla prima somministrazione, rispetto ai 21 di quello entrato per primo in uso. Le altre differenze con il vaccino Pfizer, oltre all’età a partire dalla quale può essere somministrato (16 anni per Pfizer, 18 per Moderna), riguardano essenzialmente le modalità di conservazione. Lo stoccaggio va infatti effettuato in frigo a –25 - 15 gradi e, una volta decongelato, in un normale frigorifero ha una durata di circa 30 giorni. Dunque, spiega Elisa Sangiorgi, "è più gestibile di quello di Pfizer, con il quale tuttavia condivide, sulla base delle certificazioni, l’identica efficacia e sicurezza". Un particolare importante, su cui l’Azienda Usl e l’Azienda Ospedaliera stanno già dedicando massima attenzione, sarà quello di tenere comunque ben separati i due vaccini, per evitare che – per errore – tra la prima dose e il richiamo vengano somministrati due sieri diversi. Un fatto elementare, anche se nella vicenda Covid di elementare non ci può essere nulla.

"È comunque una fortuna avere la disponibilità di più vaccini – commenta il direttore generale dell’Azienda Usl Monica Calamai –. Questo permetterà di avere maggiori quantitativi, fondamentali per arrivare a proteggere la nostra popolazione nel più breve tempo possibile". Anche per la Calamai "il vaccino Moderna permette una logistica più funzionale, fattore che non va sottovalutato se pensiamo allo stoccaggio a livello provinciale, e a quanti sul campo devono organizzare le sedi di vaccinazione il più possibile funzionali soprattutto per i cittadini". Sono appunto le modalità di conservazione (che non richiedono un ’ultrafreezer’ in grado di arrivare a -80°) e soprattutto la possibilità di essere conservato in un normale frigorifero sino a un mese, a garantire la possibilità che, specie quando si arriverà alla vaccinazione di massa, non vengano sprecate dosi di vaccino. La fase della vaccinazione della popolazione, con priorità agli ultraottantenni e agli over 60 con patologie, oltre a specifiche categorie indicate dal Ministero della Salute, scatterà anche a Ferrara dal 15 febbraio. E la sede principale in città saranno due padiglioni della Fiera, dove saranno attrezzate circa 15 postazioni.

Ma torniamo ai due vaccini (ai quali, nei prossimi mesi, se ne aggiungeranno probabilmente altri). Elisa Sangiorgi spiega che "non sarà possibile scegliere l’uno o l’altro vaccino, perché la campagna è definita da precisi protocolli ministeriali, e attuata sulla base di quelli disponibili". Insomma, non sarà come andare al supermercato e chiedere, come davanti alle marche di biscotti o di pasta, il ’brand’ preferito.