Vittorio Sgarbi
Vittorio Sgarbi

Ferrara, 5 dicembre 2018 - Le prime picconate di Vittorio Sgarbi da virtuale candidato alle amministrative 2019 (sindaco o assessore, lo stabilirà la coalizione), arrivano su Palazzo dei Diamanti. «Gli interessi affaristici legate alle provinciali mostre, realizzate con ingenti contributi pubblici hanno creato il primo mostro che sarà necessario sconfiggere – l’esordio –: l’inverosimile, incredibile, intervento di allargamento del palazzo, in perfetto contrasto con i principi basilari di tutela del patrimonio mondiale dell’umanità dichiarati dall’Unesco. I barbari, a Ferrara, non li ferma neppure l’Unesco».

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Prima ancora di entrare nell’agone elettorale, Sgarbi annuncia i propri passi ufficiali per stoppare il progetto di ampliamento del polo espositivo di corso Ercole d’Este: «Ho già rappresentato la grottesca situazione al ministro dei Beni Culturali Paolo Bonisoli e al sottosegretario Lucia Bergonzoni», afferma il critico. Che tuona nei confronti degli amministratori cittadini: «Pur potendo contare su un ministro amico (Dario Franceschini, ndr), hanno pensato di sfigurare il più bel palazzo del Rinascimento della più bella città del Rinascimento d’Italia. Palazzo dei diamanti è un bene assoluto – afferma Sgarbi –; il ridicolo progetto di finto restauro e di vero ‘ampliamento della superficie espositiva con uno spazio polifunzionale da adibire anche a incontri, conferenze, concerti, proiezioni, e altre attività culturali ricreative’ (questi i loro meschini obiettivi), è stato presentato il 30 novembre 2017 dopo un insensato concorso». Sgarbi cita l’obiettivo dichiarato di rendere «i contenitori culturali più belli e fruibili. E, naturalmente, accoglienti. Non ci si vuol credere, questa è un’irraggiungibile comicità. Per far questo, si buttano 3 milioni e 500mila euro, per peggiorare e danneggiare. Certo Biagio Rossetti non bastava...».

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Tra gli imputati, Sgarbi mette alla sbarra il vicesindaco Massimo Maisto e l’ex direttore di Palazzo dei diamanti Andrea Buzzoni (autore della ‘lettera aperta’ in cui criticava Sgarbi, che ha innescato la furia del critico): «Buzzoni non ha protestato, ha taciuto per non disturbare, perché il partito è più importante di Palazzo dei Diamanti e dell’Unesco. O forse gli piace il progetto. Gli intellettuali ferraresi hanno taciuto con lui. Soltanto Italia Nostra ha reagito». E il dossier con le puntute osservazioni dell’associazione presieduta da Andrea Malacarne, conclude Sgarbi, «l’ho già portato al segretario generale del Mibac, generale Giovanni Panebianco. Per i barbari non ci sarà tregua».